pecore maschio remissivo
Foto di Marjon Besteman-Horn da Pixabay

Sappiamo che nel mondo animale il maschio dominante, il maschio alfa, è colui che conquista le femmine della specie e che porta avanti il suo DNA, in quanto dimostra che il suo sia migliore dei suoi rivali. Ovviamente si parla di DNA! E lo stesso dovrebbe valere anche per pecore ed arieti.

 

Scegliere un partner dominante potrebbe non essere sempre una buona strategia

Ma secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Università della Repubblica dell’Uruguay, questa predominanza del maschio alfa potrebbe portare all’insorgere di alcuni problemi. Ad esempio nello studio è stato rilevato che nelle pecore, dato che gli arieti dominanti si accoppiano più spesso dei maschi di basso rango, questi possano effettivamente rimanere senza sperma.

Inoltre e gli arieti dominanti generassero tutti gli agnelli del loro gregge, ci sarebbe una minore diversità genetica, aumentando il rischio di malformazioni e malattie all’interno del gruppo. Sembra che sia questo il motivo che abbia spinto le pecore femmine a prendere iniziativa e adottare una diversa strategia.

Alla fine infatti, per quanto gli arieti possano scontrarsi a cornate e testate, è sempre la femmina che sceglie il suo partner sessuale, in fondo la giostra è sua! Sembra dunque che le pecore abbiano iniziato a prediligere i maschi sottomessi per l’accoppiamento, rispetto a quelli dominanti.

 

Le pecore preferiscono maschi più remissivi e più gentili

Dallo studio è infatti emerso che le pecore trascorrevano in media tre volte più tempo con l’ariete subordinato rispetto a quello dominante e vi si accoppiavano il doppio delle volte. Inoltre un quarto delle pecore si è rifiutato completamente di avvicinarsi all’ariete dominante.

I ricercatori hanno dunque “concluso che le pecore preferiscono interagire ed essere montate e accoppiarsi con i subordinati piuttosto che con gli arieti dominanti quando l’attività degli arieti è limitata”.

Ma la scelta delle pecore verso partner più remissivi, secondo i ricercatori potrebbe non essere collegata solo al garantire la giusta variabilità genetica. Sembra infatti che li preferiscano anche perché sono più gentili. E questo potrebbe sembrare un consiglio anche per gli esseri umani!

Come afferma Rodolfo Ungerfeld, uno dei ricercatori coinvolti nello studio, “i maschi dominanti mostrano molti comportamenti che potrebbero essere interpretati come aggressivi dalla pecora, con movimenti o attività più bruschi”. La gentilezza dunque, sembra pagare anche nel mondo animale.

Foto di Marjon Besteman-Horn da Pixabay