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Come tutte le patologie, se già se ne ha una, spesso e volentieri svilupparne un’altra diventa molto pericoloso. Il Covid-19 è una malattia particolarmente aggressiva che riesce a fare a danni a diversi organi e per questo ci sono moltissime categorie a rischio a seconda delle patologie pregresse. Diabete e problemi cardiaci su tutti, ma un nuovo studio ha sottolineato anche la pericolosità per chi ha un’insufficienza renale.

Lo studio, condotto negli Stati Uniti, ha tenuto in considerazione i pazienti in dialisi o quelli che hanno avuto un trapianto di rene; si tratta di 800.000 persone. Entrambi questi gruppi, nei primi mesi della pandemia, hanno registrato un aumento sensibile delle percentuali di morti rispetto ai tre anni precedenti. Il Covid-19 ha portato a un aumento tra il 17% e il 30% della mortalità.

 

Covid-19: i rischi per chi ha un’insufficienza renale

Le parole del dottor Eric D.Weinhandl, autore dello studio: “Questo studio suggerisce che l’effetto della fase iniziale della pandemia su entrambi i pazienti sottoposti a dialisi e trapianto di rene è stato profondo. Con tassi notevolmente più elevati di mortalità per tutte le cause sia nei pazienti sottoposti a dialisi che in quelli sottoposti a trapianto di rene durante il secondo trimestre del 2020, esiste ora una chiara motivazione per dare la priorità ai pazienti con insufficienza renale nei programmi di vaccinazione COVID-19 promulgati dagli stati.”

Per certi versi non c’è da stupirsi che persone costrette a dialisi siano più a rischio in questo contesto, lo sono in qualsiasi, però sottolinea ancora una volta la necessità di uscire dall’emergenza e al tempo stesso di proteggere le persone più deboli.