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Ph. credit: The Straits Times

AstraZeneca ha fatto impazzire mezza Europa. La comparsa di effetti collaterali in alcune persone a cui è stata inoculata la prima dose del vaccino ha riportato l’EMA a rianalizzare i dati. Alla fine hanno ridato l’ok per l’utilizzo, ma i paesi ci sono voluti andare cauti.

La maggior parte dei paesi, come il nostro, ora non inoculano il vaccino di AstraZeneca al di sotto di una certa età. La fascia di età in questione non è identica per tutti, alcuni partono da 55 anni per salire anche fino a 70. Poi c’è la Danimarca che ha finalmente deciso come procedere.

Il piano vaccinale della Danimarca non farà più affidamento ad AstraZeneca, ma si limiterà a usare Pfizer e Moderna. Per quanto riguarda Johnson & Johnson, considerando che il problema sembra essere lo stesso, probabilmente potrebbe succedere lo stesso.

 

AstraZeneca: i problemi del vaccino

Il governo danese ha preso questa decisione proprio a causa degli effetti collaterali del vaccino, nello specifico i coaguli di sangue, i trombi. Detto questo, la decisione non si è basata esclusivamente sul suddetto fattore. La libertà di fare la scelta è merito del contagio controllato all’interno del paese. Si parla di una media giornaliera di meno di 500 casi nell’arco degli ultimi due mesi.

Ovviamente, nonostante il contagio contenuto, la risposta politica è stata particolarmente accesa. Rinunciare a un possibile vaccino in una situazione del genere potrebbe venire visto nel modo sbagliato. Il vaccino di AstraZeneca viene comunque considerato sicuro eppure nessuno riesce ad andare oltre all’infima possibilità di un effetto collaterale, infima soprattutto considerando la pericolosità del SARS-CoV-2.

Ph. credit: The Straits Times