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Particelle di microplastiche. Ph. Credit; Oregon State University

Nel nostro millennio sappiamo quanto la plastica, o meglio il suo smaltimento, rappresenti un problema. Tutti siamo a conoscenza dell’esistenza di un isola di plastica nel Pacifico e ovunque guardiamo sicuramente vedremo una bottiglietta di plastica, un pacchetto vuoto di patatine, un pezzo di nastro rosso e bianco volato da qualche cantiere, flaconi di detersivi, lattine e purtroppo moltissimi altri rifiuti. Ma ciò che invece non vediamo potrebbe essere ancora più dannoso, le microplastiche.

 

Le microplastiche sono ormai nell’atmosfera

Anche se non le vediamo o non ci prestiamo attenzione perché minuscole, le microplastiche sono ormai ovunque. Secondo un nuovo studio, milioni di piccoli pezzi di plastica hanno ormai infettato l’intera atmosfera terrestre e si muovono in essa, spostandosi e viaggiando tra i continenti. Questo problema ambientale rischia di peggiorare molto e velocemente, con conseguenze che potrebbero essere molto gravi per la salute umana.

Già in studi precedenti era stato dimostrato che queste particelle microscopiche si trovano nei luoghi più impensati come nell’acqua in bottiglia e persino nelle feci umane, ma fino ad ora la sezione atmosferica di questo “ciclo plastico” era stata poco compresa e studiata.

In questo nuovo studio invece, i ricercatori mostrano con i loro risultati che le microplastiche sono una delle questioni ambientali più urgenti del nostro tempo. Dai risultati delle analisi è infatti emerso che migliaia di tonnellate di microplastiche si trovano già nell’atmosfera terrestre. La modellazione al computer ha inoltre mostrato come le particelle vengono trasportate a grandi distanze in tutto il mondo, mostrando come nessun luogo sulla Terra sia ormai al sicuro dall’inquinamento.

Per capire quanto siano pericolose le microplastiche basti sapere che, come afferma Janice Brahney, scienziata ambientale della Utah State University, “le microplastiche hanno la capacità di interrompere quasi tutti gli ecosistemi, per non parlare della salute umana. Stiamo davvero solo iniziando a capire la portata dell’inquinamento, per non parlare degli impatti”.

 

La modellazione del trasporto e della ricaduta delle microplastiche ha dato risultati scioccanti

Brahaney, autrice principale di questa ricerca, ed i suoi colleghi, hanno cercato di capire come le microplastiche vengono trasportate dentro e attraverso l’atmosfera, misurando la ricaduta di particelle dall’aria, come risultato sia della gravità che della pioggia, nei siti degli Stati Uniti occidentali per un periodo di 14 mesi.

Ciò che è emerso da questi rilevamenti è davvero sconcertante, gli stessi ricercatori sono rimasti scioccati dai loro risultati, come ha dichiarato Brahney. Hanno infatti stimato che solamente nell’atmosfera sopra gli Stati Uniti Occidentali, vi sono 1100 tonnellate di microplastiche.

I ricercatori immaginavano che le città si sarebbero rivelate la più grande fonte di inquinamento atmosferico da microplastiche, ma la ricerca ha mostrato che il principale colpevole sono le strade, da cui proviene l’84% delle microplastiche atmosferiche.

Brahney ha spiegato infetti che “se si considera che la plastica, come la polvere, questa per poter entrare nell’atmosfera ha bisogno di essere spinta da una forza fisica. Le strade e, cosa più importante, le auto che percorrono le strade, forniscono dunque l’energia meccanica per spostare le particelle nell’atmosfera”.

 

Nessun luogo sulla Terra è più al sicuro dall’inquinamento

Una volta che le microplastiche sono entrate a tonnellate nell’atmosfera terrestre, possono muoversi e viaggiare indisturbate per tutto il Pianeta. I modelli informatici creati dai ricercatori, mostrano infatti come le microplastiche vengono trasportate attraverso il pianeta e quali aree sono più a rischio.

Brahney ritiene dunque che “l’atmosfera è uno dei motivi per cui le microplastiche sono così diffuse. Ha il potenziale per trasportare la plastica in luoghi disparati, attraverso continenti e in luoghi veramente remoti che altrimenti non sarebbero stati toccati dall’inquinamento umano”.

Questo significa che anche luoghi come l’Antartide sono a rischio di inquinamento nonostante non abbiano fonti dirette di plastica. Ed è forse questo il motivo per cui particelle di microplastiche sono state trovate anche sulla cima dell’Hymalaya.

È probabile che anche il problema delle microplastiche nell’atmosfera peggiorerà notevolmente. Come ha spiegato Brahney, “dal momento che non disponiamo di mezzi efficaci per gestire i rifiuti di plastica, è possibile che più plastica finisca nel nostro ambiente in futuro e, quindi, nella nostra atmosfera”.

E tutto questo mentre noi già iniziamo a respirare la plastica che finisce nell’aria, a bere la plastica che finisce nell’acqua e a mangiare la plastica finita nella pancia degli animali di cui ci nutriamo. E al momento non abbiamo ancora idea di come tutto questo possa influire sulla salute umana. Ma anche se dovesse essere innocua, cosa poco probabile, è comunque devastante pensare di respirare plastica.

Ph. Credit: Oregon State University via Wikipedia

Is this the world we created?
We made it on our own
Is this the world we devasted, right to the bone?
If there’s a God in the sky, looking down
What can he think of what we’ve done
To the world that He created?

Is This The World We Created…? -Queen-