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È dall’inizio della pandemia che si parla della possibilità di contagiare gli animali, anche quelli domestici. I primi dati, confermati da studi successivi, hanno visto come i felini sono quelli più suscettibili al virus e sono in grado di sviluppare il Covid-19 con sintomi gravi. Di esempi ne abbiamo visti parecchi, ma recentemente è saltato alle cronache un caso in particolare in Scozia.

Il gatto in questione è morto a causa del passaggio del virus dai padroni all’animale. Il caso in questione è stato anche preso d’esempio per l’Università di Glasgow, un’altra ricerca che ha sottolineato quanto detto ovvero l’alta possibilità di contagio. I ricercatori hanno quindi consigliato di andarci piano con i propri animali domestici visto questi rischi. Andrebbero trattati un po’ come i familiari più a rischio, anche se per certi versi risultati molto più difficile.

 

Covid-19: gli animali a rischio

Non si parla solo degli animali domestici, ma anche di molti altri. Finora il mondo ha avuto paura dei visoni. Verso l’estate dell’anno scorso negli allevamenti di questi animali sono scoppiati diversi focolai, soprattutto in Danimarca dove è nato addirittura una nuova variante del coronavirus che causa casi di Covid-19 più gravi.

Per uscire dalla pandemia bisogno cercare di far sparire il virus e questo implica anche dagli animali. Nel mondo, oltre allo sviluppo di altri vaccini contro il Covid-19 per persone, alcune case si sono concentrate sui trattamenti per animali. Negli Stati Uniti, per esempio, hanno usato un trattamento speciale per delle grandi scimmie dello Zoo di San Diego.