foto nasa, foto spazio 2021
Prima foto di Ingenuity, il Mars Helicopter della NASA, durante il suo primo volo su Marte. Ph. Credit: NASA / JPL-Caltech

Le esplorazioni spaziali ci hanno da sempre regalato delle fantastiche foto spaziali degli oggetti celesti lontani e vicini. Immagini mozzafiato di galassie e nebulose, fino ad arrivare alla prima foto di un buco nero e sconcertanti dettagli sella superficie di Marte.

Tra questa miriade di foto dai colori vibranti, Business Insider.com ha scelto quelle che sono al momento le migliori di questo inizio del 2021 e che ci mostrano galassie, nebulose e le strisce di Giove.

 

La nebulosa velo tra le migliori foto spaziali del 2021

La prima immagine scelta è stata scattata dal telescopio spaziale Hubble della NASA / ESA e mostra la Nebulosa Velo nei minimi dettagli con i suoi delicati fili della nebulosa e i filamenti di gas ionizzato.

La Nebulosa Velo è uno dei soggetti preferiti di Hubble, infatti questa immagine non è altro che la rielaborazione di una precedente foto di Hubble. Alla vecchia immagine sono state applicate nuove tecniche di elaborazione, che mettono in risalto i dettagli fini dei fili delicati della nebulosa e dei filamenti di gas ionizzato.

nebulosa velo
Ph. Credit: ESA / Hubble e NASA, Z. Levay

Per creare questa immagine colorata, sono state utilizzate le osservazioni prese dallo strumento Wide Field Camera 3 di Hubble attraverso 5 diversi filtri. I nuovi metodi di post-elaborazione hanno ulteriormente migliorato i dettagli delle emissioni di ossigeno doppiamente ionizzato (mostrati in blu), idrogeno ionizzato e azoto ionizzato (mostrati in rosso). In questa immagine è stata catturata solo una piccola parte della nebulosa.

La Nebulosa Velo si trova a circa 2100 anni luce dalla Terra nella costellazione del Cigno, ed è quindi relativamente vicina in termini astronomici. La Nebulosa Velo è la parte visibile del vicino Cygnus Loop, un residuo di supernova formatosi circa 10.000 anni fa dalla morte di una stella massiccia.

La stella progenitrice della Nebulosa Velo, di 20 volte la massa del Sole, visse velocemente e morì giovane, terminando la sua vita in un cataclismatico rilascio di energia. Nonostante questa violenza stellare, le onde d’urto e i detriti della supernova hanno scolpito il delicato intreccio di gas ionizzato della nebulosa, creando una scena di sorprendente bellezza astronomica.

Ph. Credit: ESA / Hubble e NASA, Z. Levay

 

La foto del secolo: nuovi dettagli per il primo buco nero

Un’altra immagine scelta tra le migliori è quella che un po’ ha segnato la storia dell’esplorazione spaziale di questo secolo. Si tratta della prima immagine di un buco nero, ottenuta grazie al mastodontico sforzo dell’Event Horizon Telescope (EHT). La foto spaziale mostra l’enorme buco nero della galassia Messier 87, delineato da anelli di luce che mostrano il suo intenso campo gravitazionale.

foto spaziali 2021
Credito: Collaborazione Event Horizon Telescope

Quella mostrata è anch’essa una rielaborazione della prima immagina nata dalla collaborazione Event Horizon Telescope (EHT), rilasciata nel 2019. Questa nuova immagine è dunque una nuova visione del massiccio oggetto, che mostra come appare alla luce polarizzata. È la prima volta che gli astronomi sono stati in grado di misurare la polarizzazione della luce, la firma dei campi magnetici, così vicino al bordo di un buco nero. Sono infatti bene evidenti le linee che segnano l’orientamento della polarizzazione, che è correlata al campo magnetico attorno all’ombra del buco nero.

Credito: Collaborazione Event Horizon Telescope

 

L’Occhio del Serpente

Ed ora che che siamo di nuovo ad una delle foto spaziali scattate dal telescopio Hubble, un ritratto della “Galassia perduta”, NGC 2835, situata a circa 50 milioni di anni luce dalla Terra. Nella foto appare questa galassia con i suoi motivi di torsione creati dai bracci a spirale multipli che creano l’illusione di un occhio.

foto spaziali, Hubble
Ph. Credit: ESA / Hubble e NASA, J. Lee e il team PHANGS-HST: Judy Schmidt (Geckzilla)

In effetti, la galassia NGC 2835, si trova vicino alla testa della costellazione meridionale dell’Idra, il serpente d’acqua, ed è quindi per questo che spesso è soprannominata “l’Occhio del Serpente”. Si tratta di una galassia a spirale barrata, con una larghezza di poco più della metà di quella della Via Lattea, e che ospita nel suo cuore un buco nero supermassiccio con una massa milioni di volte quella del nostro Sole.

L’immagine è stata scattata nell’ambito del progetto PHANGS-HST, un ampio sondaggio galattico con cui Hubble mira a studiare le connessioni tra gas freddo e stelle giovani in una varietà di galassie nell’Universo locale. All’interno di NGC 2835 infatti, questo gas freddo e denso produce un gran numero di giovani stelle all’interno di grandi regioni di formazione stellare. Le aree blu brillante, comunemente osservate nei bracci a spirale esterni di molte galassie, mostrano dove la luce quasi ultravioletta viene emessa più intensamente, indicando la formazione stellare recente o in corso.

Questo progetto è una collaborazione con l’Atacama Large Millimeter / submillimeter Array (ALMA) e lo strumento MUSE del Very Large Telescope dell’European Southern Observatory, attraverso il programma PHANGS (PI: E. Schinnerer).

Ph. Credit: ESA / Hubble e NASA, J. Lee e il team PHANGS-HST: Judy Schmidt (Geckzilla)

 

Tra le foto spaziali dell’anno, di certo non poteva mancare Marte

La quarta immagine è stata condivisa in occasione del 20° anniversario dell’orbiter Mars Odyssey e ritrae le dune scure scolpite dal vento che circondano la calotta polare settentrionale di Marte. Un mare di dune scure, scolpite dal vento in lunghe file, circonda la calotta polare settentrionale di Marte e copre un’area grande quanto il Texas.

Mars odyssey, foto spaziali
Credito immagine: NASA / JPL-Caltech / ASU

In questa immagine a falsi colori, le aree con temperature più fredde sono registrate con tinte più blu, mentre le caratteristiche più calde sono rappresentate in gialli e arancioni. Così, le dune scure e riscaldate dal sole brillano di un colore dorato.

Per realizzare questa foto è stato necessario combinare diverse immagini scattate durante il periodo dal dicembre 2002 al novembre 2004 dallo strumento Thermal Emission Imaging System sull’orbiter Mars Odyssey. Fa parte di una serie speciale di immagini che segnano il 20 ° anniversario di Odyssey, la navicella spaziale su Marte più longeva della storia.

Credito immagine: NASA / JPL-Caltech / ASU 

 

Anche Giove non può non fare la sua presenza, soprattutto quando si fondono due delle sue famose tempeste

E dopo Marte è la volta di Giove e della foto spaziale scattata dalla sonda Juno della NASA che mostra le vaste correnti a getto su Giove per mostrare l’atmosfera turbolenta che penetra nel pianeta gigante gassoso. Questa vista dell’atmosfera di Giove dalla sonda Juno, include qualcosa di straordinario: due tempeste colte nell’atto di fondersi.

giove, immagini, tempeste
Ph. Credit: elaborazione NASA / JPL-Caltech / SwRI / MSSSImage di Tanya Oleksuik

I due ovali bianchi all’interno della fascia arancione a sinistra del centro sono tempeste anticicloniche, ovvero tempeste che ruotano in senso antiorario. Il più grande dei due ovali è stato osservato per molti anni, poiché è cresciuto di dimensioni grazie alla fusione con altri ovali bianchi anticiclonici.

JunoCam ha avuto la fortuna di immortalare questa nuova fusione, che di solito avviene nel corso di pochi giorni. Questa fusione potrebbe essere il risultato di perturbazioni dovute alla vicinanza dell’ovale BA, che è la tempesta più grande appena a nord dei due ovali bianchi che si fondono. Oval BA è il secondo più grande vortice anticiclonico nell’atmosfera di Giove, secondo solo alla famosa Grande Macchia Rossa. Durante questo passaggio su Giove, Juno ha fornito agli scienziati le migliori osservazioni di Oval BA fino ad oggi.

La citizen scientist, Tanya Oleksuik, ha creato questa immagine con colori migliorati utilizzando i dati della fotocamera JunoCam. L’immagine originale è stata scattata il 26 dicembre 2019 mentre la sonda Juno ha eseguito il suo 24° sorvolo ravvicinato del pianeta.

Ph. Credit: elaborazione NASA / JPL-Caltech / SwRI / MSSSImage di Tanya Oleksuik