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Foto di WikiImages da Pixabay

Preoccupa molto il rientro del primo stadio del vettore Lunga Marcia 5B, decollato da oltre una settimana dalla Cina meridionale per portare in orbita il modulo Tianhe della stazione spaziale cinese. Il razzo cinese infatti sta ora ricadendo sul nostro pianeta in modo incontrollato allertando tutta la comunità internazionale.

Dalla Cina al momento non è giunta nessuna comunicazione ufficiale circa la situazione. Ma i maggiori quotidiani cinesi, diffusi anche all’estero, spiegano che il razzo è ormai privo di propellente, e che la lega di alluminio che lo riveste brucerà facilmente al rientro in atmosfera, riducendo gran parte della massa in caduta. Ma il razzo non brucerà tutto nell’atmosfera ed è per questo che ci si preoccupa di dove possa precipitare quello che rimarrà del razzo.

 

Il viaggio del razzo cinese

Il razzo cinese è partito il 29 aprile dalla base aerospaziale di Wenchang, sull’isola di Hainan, trasportando il modulo Tianhe, letteralmente “armonia celeste”. Si tratta della prima parte dell’ambizioso “palazzo celeste”, il Tiangong-3, una nuova stazione spaziale orbitante per la Cina. Il Lunga Marcia 5B è il più potente razzo della Cina, con un altezza di quasi sessanta metri e un peso al decollo di 156 tonnellate. Questo razzo cinese è dotato di un potente primo stadio a cui sono attraccati quattro booster laterali, ricaduti nell’Oceano Pacifico tre minuti dopo il decollo.

Ma l’enorme primo stadio con i suoi due motori, alto più di 25 metri per cinque di diametro, con un peso stimato di 18 tonnellate, dopo essere arrivato in orbita e aver rilasciato il suo carico, non ha mantenuto la velocità che gli avrebbe permesso un rientro controllato ed ha iniziato quindi la sua caduta libera e incontrollata verso la Terra. Può impiegare giorni o settimane per arrivare, o meglio schiantarsi, al suolo. Tutto dipende dall’interazione con l’atmosfera e dalle fluttuazioni atmosferiche.

 

Dove finirà questo viaggio? Il razzo colpirà l’Italia?

Il vero problema ora è capire dove cadrà il razzo cinese. Per ora è stata identificata un’area che va dalla Spagna al Sud Africa, includendo anche metà della nostra penisola. Secondo la Protezione Civile “non è ancora possibile escludere la remota possibilità che uno o più frammenti del razzo cinese, possano cadere sul nostro territorio”. Questo è ciò che afferma una nota pubblicata sul sito della Protezione Civile.

Proprio per discutere della remota, ma non impossibile, ipotesi che parti del razzo cadano sul nostro Paese, presso la sede della Protezione Civile ha avuto luogo un vertice a cui hanno partecipato anche rappresentanti dell’Agenzia Spaziale Italiana, un membro dell’ufficio del Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, alcuni rappresentati del Ministero dell’Interno e degli Esteri, l’ENAC, l’ENAV, l’ISPRA e la Commissione Speciale di Protezione civile della Conferenza delle Regioni.

Ma la caduta incontrollata del razzo cinese, può davvero rappresentare un pericolo per il nostro paese? Secondo l’INAF, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, i dati indicano che il razzo cinese Lunga Marcia “sta percorrendo un’orbita molto bassa, che copre un intervallo di quote fra circa 150 km e 300 km attorno al nostro pianeta, a una velocità di circa 8 km/s.”

A quell’altitudine l’atmosfera terrestre è comunque in grado di frenare il razzo, facendogli perdere progressivamente velocità. Una volta entrato poi dentro gli 80 km dalla superficie terrestre, l’atmosfera più densa farà si che il razzo si surriscaldi e si frantumi. Avremo quindi un’inaspettata pioggia di meteore, piccoli ed incandescenti pezzi di razzo che potrebbero persino giungere al suolo.

È probabile che i frammenti possano toccare terra già da domani e non è escluso che la loro caduta possa interessare il territorio italiano a sud di Roma. Ma la probabilità che componenti del razzo colpiscano una zona abitata è estremamente bassa secondo l’INAF.

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