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Un ignaro agricoltore belga potrebbe aver modificato il confine tra il Belgio e la Francia senza volerlo e, probabilmente, senza nemmeno accorgersene. A notare invece quanto era accaduto è un appassionato di storia del luogo.

 

Un agricoltore sposta il confine franco-belga

Secondo la BBC infatti un uomo, appassionato di storia, avrebbe notato qualcosa di diverso durante una delle sue solite passeggiate sul confine tra le due nazioni, tra il villaggio belga di Erquelinnes e la città francese di Bousignies-sur-Roc. L’uomo ha infatti notato che una delle pietre che segna il confine, non si trovava più nel luogo dove era stata negli ultimi 200 anni, ma era stata spostata di circa 2,30 metri.

Ciò che è probabile che sia accaduto è che un contadino del luogo possa aver spostato il masso perché gli era di intralcio, soprattutto per poter lavorare con il trattore nel suo campo. Di certo è anche possibile che l’uomo non avesse la minima idea di cosa fosse quella pietra e di cosa rappresentasse. È dunque possibile che non fosse affatto consapevole che stava togliendo un po’ di territorio alla Francia, regalandolo al Belgio.

La pietra, come altre che si trovano lungo il confine, furono posizionate circa 200 anni fa quando, dopo cinque anni dalla sconfitta di Napoleone Bonaparte a Waterloo, fu delimitata per la prima volta la frontiera tra la Francia e l’attuale Belgio, con il Trattato di Kortrijk.

 

La pietra dovrà essere rimessa al suo posto

David Lavaux, sindaco del villaggio belga di Erquelinnes, ha dichiarato ad un canale televisivo francese che l’uomo ha involontariamente “reso il Belgio più grande e la Francia più piccola”.

“Sappiamo esattamente dove si trovava prima la pietra, proprio accanto ad un albero”, afferma sempre Lavaux. “Nel 2019, durante il 200° anniversario, sono state geolocalizzate in modo molto preciso”. Lavaux ritiene dunque che il problema possa essere risolto in fretta “stiamo per trovare la persona che ha spostato la pietra, così possiamo evitare qualsiasi problema. Devo ancora verificare chi sia il proprietario del terreno“.

Ma è possibile anche che il caso finisca sulla scrivania del ministro degli Esteri del Belgio che dovrebbe convocare la commissione di frontiera franco-belga, un organismo quiescente sin dal 1930.

Ph. Credit: David Lavaux –  PJ Plus via Twitter