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L’ingresso di Sony nel settore fotografico è avvenuto nel 2005, in seguito all’acquisizione del marchio Konica-Minolta. Attraverso questa operazione, la nota ditta giapponese è riuscita ad avere accesso a tutti i brevetti messi a punto dallo storico marchio nel corso degli anni, e in particolar modo al sistema di Autofocus Minolta, al meccanismo di stabilizzazione Minolta Anti-Shake e al vasto parco di obiettivi di alto livello. Nonostante l’elevata qualità delle reflex sviluppate a partire dai corpi macchina e dalla tecnologia Minolta, però, Sony ha sempre occupato un ruolo marginale rispetto alle concorrenti Canon e Nikon.

Le cose sono radicalmente cambiate a partire dal 2010, quando la casa nipponica ha introdotto le prime fotocamere mirrorless digitali del sistema NEX, le quali sono state un po’ il banco di prova per la successiva serie Alpha. Nel 2013 viene infatti introdotta la α7, la prima mirrorless Sony a equipaggiare un sensore in formato Full Frame, e a partire da quel momento è iniziato un percorso che ha portato il marchio giapponese alla scelta di chiudere definitivamente il comparto di produzione delle reflex, di cui rimane attivo solo il supporto tecnico, e a concentrarsi esclusivamente sullo sviluppo delle mirrorless.

A distanza di anni questa scelta si è rivelata vincente, in quanto Sony è riuscita a scalzare il predominio delle concorrenti Canon e Nikon nel settore fotografico, costringendole a proporre a loro volta i corpi macchina mirrorless e le relative ottiche.

 

L’innesto E-mount

I vantaggi delle fotocamere mirrorless stanno soprattutto nelle loro dimensioni compatte e nel peso contenuto; le macchine fotografiche professionali basate su questa tecnologia, infatti, sono di gran lunga più maneggevoli e meno ingombranti rispetto alle reflex. Da quando sono state introdotte le mirrorless professionali della serie Alpha, quindi, anche il parco obiettivi ha subito una radicale mutazione; la differente architettura delle mirrorless ha portato Sony a sviluppare un innesto completamente nuovo definito E-mount, in modo da adattarsi al corto tiraggio che impedisce l’uso del mirino ottico sui corpi macchina mirrorless.

Questo ha imposto una riduzione delle dimensioni anche per gli obiettivi, che hanno visto così l’eliminazione dei controlli meccanici relativi all’apertura del diaframma; di conseguenza anche gli schemi ottici sono cambiati e il risultato è rappresentato da una nuova generazione di ottiche standard progettate apposta per le mirrorless.

L’azienda è stata sempre particolarmente attenta alle esigenze dei professionisti anche dal punto di vista motivazionale, come testimonia l’istituzione di prestigiosi riconoscimenti a livello mondiale, di conseguenza alla serie di obiettivi E-mount standard, destinati alla fascia di utenza amatoriale, sono aggiunte tre distinte serie di obiettivi ad alte prestazioni destinate ai fotoamatori più esigenti e ai professionisti: gli Zeiss, sviluppati in partnership con l’omonima ditta tedesca, la serie G e la serie G Master.

 

Le ottiche di punta Sony

Dal 2005 al 2015 la casa del Sol Levante è riuscita ad affinare ulteriormente le già eccezionali prestazioni degli obiettivi Minolta con attacco A; ma come accennato prima gli obiettivi per mirrorless con attacco E, alla pari dei corpi macchina, sono frutto di una progettazione completamente nuova.

Il risultato si nota soprattutto negli obiettivi della serie professionale G Master, che integrano le tecnologie più avanzate e soluzioni innovative come le lenti asferiche estreme XA e il meccanismo di messa a fuoco diviso in due distinte unità, che oltre a permettere di distribuire equamente il peso dell’obiettivo incrementa anche la precisione nella messa a fuoco automatica.

 

Le novità della serie G Master

Il parco obiettivi G Master è già abbastanza ampio e conta ottiche di ogni genere, soprattutto tra gli zoom; di recente, però, si è ulteriormente arricchito con dei nuovi modelli mirati a coprire esigenze di tipo specifico. Nel 2021, in particolare, Sony ha annunciato tre nuovi obiettivi G Master a focale fissa; il primo in ordine di tempo è stato lo FE 50mm f1.2, introdotto sul mercato nel mese di febbraio, immediatamente riconoscibile grazie alla sua lente d’ingresso concava invece che convessa. 

Il 50mm G Master è caratterizzato anche da elevati livelli di nitidezza, contrasto e risoluzione dell’immagine, nonché da un diaframma a undici lamelle che gli assicura un effetto bokeh perfettamente circolare; la massima apertura a f/1.2, inoltre, lo rende anche il più luminoso tra gli obiettivi G Master e l’ottica ideale per eventi e servizi matrimoniali.

A partire dal mese di maggio è disponibile per l’acquisto lo FE 14mm f/1.8, un obiettivo ultragrandangolare consigliato soprattutto per gli appassionati di astrofotografia, paesaggi, fotografia di architettura e d’interni, ritratti ambientati e street photography. Anche lo FE 35mm f/1.4 si preannuncia decisamente interessante; quest’ultimo, però, sarebbe dovuto uscire a marzo ma la data di lancio è slittata a tempo indeterminato a causa di problemi di produzione, probabilmente legati all’emergenza Covid.