plastica dagli scarti di pesce
Inquinamento da plastica nel Mediterraneo. Ph. Credit: WWF

Ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani del nostro Pianeta dove rappresentano una minaccia concreta e pericolosa per l’ambiente e per la nostra salute. Per questo negli ultimi anni si cerca di sensibilizzare la popolazione globale all’uso e allo smaltimento corretto della plastica, soprattutto quella monouso, che rappresenta la maggioranza di quella presente nelle acque marine.

 

Dalla Sardegna la soluzione per l’inquinamento oceanico da plastica

Nell’ottica di trovare una soluzione al pericoloso problema dell’inquinamento da plastica, anche la scienza fa i suoi passi, cercando di trovare soluzioni alternative che siano ecosostenibili ma allo stesso tempo di facile utilizzo e pratiche. È questo il caso di Relicta, la startup sarda che ha sviluppato un imballaggio in plastica idrosolubile, trasparente e biodegradabile realizzato con gli scarti industriali del pesce.

La startup guidata da Davide Sanna, CEO e cofondatore di Relicta, con un dottorato di ricerca in Scienze e Tecnologie Chimiche, ha sviluppato un packaging solubile in acqua calda che possa essere facilmente smaltito a casa dall’utente e che in mare si degrada completamente in soli 20 giorni, senza lasciare traccia ne sviluppare sostanze tossiche, essendo totalmente biologico.

 

Forte, resistente, versatile e totalmente biodegradabile

Si tratta infatti di una bioplastica idrosolubile, biodegradabile, compostabile, trasparente e inodore che conserva però le proprietà di resistenza e flessibilità degli imballaggi in plastica tradizionali. La plastica biologica di Relicta ha infatti la stessa versatilità delle plastiche tradizionali.

bioplastica, plastica biodegradabile
Ecco la bioplastica Relicta. Realizzata con gli scarti industriali del pesce. Biodegradabile, compostabile, trasparente e inodore. Ph. Credit: Relicta via Linkedin

Ad esempio può essere termosaldata per la produzione di vari tipi di contenitori come le buste ed è in grado di mantenere il vuoto all’interno della confezione es è quindi possibile utilizzarla anche per il sottovuoto, ad esempio per la conservazione dei cibi. Questa plastica a base di pesce è inoltre termoretraibile e può quindi essere utilizzata per imballaggi idonei al trasporto.

Nonostante la plastica biologica di Relicta sia biodegradabile in acqua, presenta comunque una notevole resistenza in ambienti umidi. È quindi idonea alla conservazione dei cibi in frigorifero e resiste alla pioggia e ai getti d’acqua diretti, purché non siano continui. È inoltre in grado di mantenere inalterate le sue proprietà per circa un anno.

 

La plastica biologica pluripremiata di Relicta

Un prodotto talmente valido da essere stato considerato il migliore, tra le innovazioni ecosostenibili, anche al BioInItaly Investment Forum & Intesa Sanpaolo StartUp Initiative. Inoltre la bioplastica sviluppata dalla sturtup di Sassari in collaborazione con l’Univeristà di Sassari, è risultata essere tra le 10 vincitrici dell’Accelerathon “CHANGE!”, la sfida sul turismo sostenibile promossa da FactorYmpresa Turismo, il programma sponsorizzato dal MiBACT e gestito da Invitalia che supporta le imprese, con l’obiettivo di far crescere qualitativamente l’offerta e rendere l’Italia più competitiva sui mercati internazionali.

Il gruppo Relicta, di cui fanno parte Davide Sanna, Matteo Sanna, Mariangela Melino, Andrea Farina e Giovanni Conti, è stato inoltre vincitore della X edizione della Start Cup Sardegna e del Contamination Lab dell’Università di Sassari.

Ph. Credit:
Copertina: WWF 
Immagine interna: Relicta via Linkedin