Deathloop

Deathloop rappresenta l’ultima grande fatica di Arkane Studios, un prezioso team di sviluppatori che nel corso degli anni è riuscito a lanciare eccellenti titoli del calibro di Prey e Dishonored, solo per citarne alcuni. Presentato ufficialmente il 14 settembre solo per PS5 PC, ha buttato letteralmente gli utenti in un loop temporale, realizzando difatti uno sparatutto inedito ed unico nel proprio genere.

 

Trama

Nel corso della vostra esperienza con Deathloop impersonerete Colt, un uomo che un giorno si risveglia su una spiaggia, senza avere minimamente idea di come ci sia finito. La sensazione iniziale è perfettamente in linea con la mattina successiva ad una pesante sbornia, nel corso della quale non capite dove vi trovate, né tantissime cose che accadono vicino a voi.

Questo rappresenta l’incipit di un titolo dal ritmo narrativo incessante e sempre adeguato, inizialmente vi sentirete esattamente come il personaggio, data la complessità del costrutto ideato dagli sviluppatori, i quali però riescono nell’incredibile missione di accompagnarvi passo per passo alla scoperta di una “relazione” tra Colt Julienne, colei che tiene le fila del loop temporale, e che spingerà tutti i Visionari ad uccidervi (così si chiamano i nemici del gioco). Il vostro obiettivo ultimo è, ovviamente, spezzare il loop, ma ci riuscirete?

Morire a Blackreef non è “per sempre”, date speciali abilità avrete l’occasione di tentare la sorte due volte, prima di “morire” e dover ricominciare il loop da capo. Avete capito bene, alla terza volta tornerete sull’isola, in questo caso ricordando cosa è accaduto in passato, ma avrete perso qualsiasi arma o abilità guadagnata in precedenza (fino ad un certo punto della storia).

L’intera narrazione si articola in poche ambientazioni, il cui fulcro centrale è appunto Updaam, una cittadina intrisa di tunnel, bunker, design particolari, dalle dimensioni abbastanza elevata. Grande importanza assumeranno anche i periodi della giornata, ricordando proprio che al termine del giorno “tutto si azzererà”, variando il numero di nemici che incrocerete per strada, aprendo/chiudendo porte o simili, proprio in relazione all’orario selezionato (ad esempio la festa in cui sono tutti vestiti da Lupi si svolge a Blackreef solo di sera, e così via).

Ne siamo consapevoli, raccontare la trama narrativa di Deathloop è tutt’altro che semplice, ma Arkane è stata perfetta nel fornire tutte le info del caso nelle prime ore di gioco, per poi accompagnare il giocatore nella conoscenza approfondita della storia, con un ritmo sempre più coinvolgente. La colonna sonora non è il fulcro dell’esperienza, la capacità di creare una storia quasi unica, rappresenta il più grande pregio del lavoro svolto.

 

Come si gioca a Deathloop

Deathloop non è il classico sparatutto senza pensieri, come un Call of Duty qualsiasi, è un’opera criptica in cui la conoscenza assume un ruolo centrale nell’intera esperienza. Non mancano scontri a fuoco furiosi, con tempistiche allo stesso livello del ritmo narrative, una buona dotazione di armi e possibilità di migliorare le stesse con l’ausilio di piastrine (non possono invece essere potenziate).

Ciò su cui Arkane ha però voluto puntare moltissimo, è la conoscenza, ovvero una serie di indizi sparsi per le varie ambientazioni, che permetteranno di sbloccare aree, aprire casseforti o superare determinati ostacoli. Tutte le informazioni catturate nel corso delle esplorazioni vengono raccolte all’interno di una sorta di diario, ed all’avvio di una delle quattro fasce orarie (mattina, mezzogiorno, pomeriggio o sera), l’utente potrà scegliere quale distretto visitare (Complesso, Updaam, Fristad Rock o Baia di Karl), con importante differenze anche semplicemente in aree in cui si può entrare, o personaggi da incontrare. Tutti i giorni saranno uguale, il “copione” dei nemici resterà lo stesso, spetterà a Colt riuscire a modificarlo il più possibile, spingendoli nella direzione che più desidera.

Sebbene lo schema di base sia ripetitivo, il game design è ai massimi livelli, la continua esplorazione, con segreti o piccoli annessi da scoprire di volta in volta, rappresenta il valore aggiunto di Deathloop, quel qualcosa che lo contraddistingue da ogni altro sparatutto. Alto apprezzamento anche per le ambientazioni “open”, all’interno delle quali il giocatore non deve seguire un percorso pre-impostato, ma ha la possibilità di spaziare spostandosi dove vuole, per raggiungere, anche per vie traverse il proprio obiettivo finale.

 

Meccaniche di gioco

Il senso di progressione è palpabile, passo per passo si scopriranno sempre più informazioni, sfruttando il più possibile le meccaniche stealth di Deathloop, il quale dimostra il suo essere lontano dai veri e propri sparatutto. Accoppiato con aiuti importanti nella mira, anche se impostata al minimo, l’aim assist è troppo marcato. I potenziamenti che Colt potrà coltivare nel corso dell’esperienza sono numerosi, dalla possibilità di “salvare” le armi tra un loop e l’altro, sino al riempimento della barra salute tramite l’inalazione dei gas tossici.

Ciò che manca forse è una maggiore caratterizzazione delle armi, la varietà non è eccelsa, hanno livelli (o rarità differenti che determineranno gli eventuali inceppamenti), ma non possono essere migliorate continuamente. Per ognuna sarà possibile installare piastrine, con incrementi di alcune funzioni o peculiarità, e nient’altro. L’attenzione al dettaglio la troviamo anche nell’idea di permettere l’imbracciamento di due armi di piccole dimensioni (una per mano), differenziando la possibilità dagli elementi più ingombranti.

Nel corso dell’esperienza dovrete uccidere tutti gli 8 visionari, i quali presentano un’abilità speciale, che il giocatore potrà rubare ed utilizzare a sua volta, rappresentando un sostanziale vantaggio nei loop successivi. Le meccaniche che regolano invece l’intelligenza artificiale non sono precisissime, i comportamenti degli Eternalisti sono molto spesso sconsiderati e fuori da ogni logica.

 

Grafica

Un grandissimo plauso ad Arkane per la realizzazione grafica, aiutata in parte dal Void Engine, ma sopratutto dal passaggio alla next-gen. Il titolo, disponibile in esclusiva temporale per PS5/PS4 e PC, porta un potenziamento importante negli effetti e nel sistema di illuminazione, con modellazione poligonale eccellente e dettagli assurdi in ogni angolo delle ambientazioni.

La direzione artistica, per mano di Sébastien Mitton, è assolutamente sublime; Updaam è una città ricca di cromatismi, con forti richiami agli anni ’60, ed allo stesso tempo surreale con scorci dall’impatto unico. Spostandosi negli altri distretti il tema cambia completamente, si verrà ad esempio catapultati nel classico panorama industriale de “Il complesso“, senza notare differenze nell’attenzione al dettaglio di cui vi abbiamo appena parlato.

Da non trascurare il doppiaggio completo in lingua italiana, ottimo sotto ogni punto di vista, con una voce perfetta per la situazione, ed adeguata.

 

Deathloop: conclusioni

Deathloop è un titolo assolutamente originale, innovativo ed in parte visionario, un gioco che vuole creare un profondo solco nel mondo videoludico, puntando forte proprio sull’originalità. Le enormi differenze rispetto agli altri titoli AAA rappresentano il proprio punto di forza, al fianco di una narrazione speciale, ambientazioni incredibili ed un sistema che non stanca proprio per l’introduzione di abilità o specifiche sempre nuove.

Le 10/13 ore necessarie per il completamento, parlano di una longevità in linea con le aspettative; è presente anche il Multiplayer, in versione però atipica. Nel corso della vostra giornata a Blackreef, potreste incappare nell’alter ego di Julianna, il quale potrà essere comandato dall’intelligenza artificiale, oppure da un altro utente. La sfida in questo secondo caso sarà sicuramente più agguerrita e complessa, e potrete contraccambiare il “favore” nell’altra (e unica) modalità del gioco, raggiungibile dal menù iniziale.

Il prezzo di circa 60 euro è più che adeguato, se volete vivere un’esperienza fuori dal normale, non vi resta che acquistarlo ad occhi chiusi.

Deathloop

59,99 euro
9

Trama

10.0/10

Grafica

9.0/10

Gameplay

8.5/10

Longevità

8.5/10

Ambientazione

9.0/10

Pros

  • Trama eccellente
  • Personaggi e ambientazione unici
  • Buona longevità
  • Direzione artistica di altissima qualità

Cons

  • Varietà di armi ridotta
  • Nemici dalle movenze non perfette