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Foto di hartono subagio da Pixabay

Oggi se pensiamo agli uccelli che vengono allevati dall’uomo, ci vengono in mente docili polli e galline, bellissimi pavoni o innocenti diamantini, ma sembra che in passato gli esseri umani abbiano allevato specie di uccello decisamente più pericolose.

Secondo un nuovo studio sembra infatti che circa 18.000 anni fa gli esseri umani allevavano un pericoloso uccello che potrebbe uccidere un uomo in un istante. Uno dei primi animali ad essere allevati fu dunque un feroce uccello tutt’oggi esistente, noto come casuario.

 

Il casuario, il più temibile uccello della preistoria

Il casuario è un grande uccello, alto e colorato, inabile al volo. Dopo lo struzzo è il più grande e pesante al mondo ed è originario dell’Australia settentrionale e della Nuova Guinea. La sua particolarità è la dura protuberanza sopra la testa che gli conferisce un aspetto ancora più minaccioso.

Ma a rendere davvero pericoloso questo uccello sono le sue forti zampe. I casuari possiedono infatti zampe con tre dita dotate di artigli affilati. Il secondo dito, quello interno in posizione mediale, sfoggia un artiglio simile a un pugnale che può raggiungere i 125 millimetri. Questo artiglio è particolarmente temibile poiché viene usato come principale arma da questi animali quando si sentono minacciati, sferrando potenti calci con le loro potenti zampe.

Grazie alle loro lunghe zampe sono anche in grado di correre fino a 50 km/h attraverso la fitta vegetazione e possono saltare fino a 1,5 metri. Sono anche abili nuotatori, in grado di attraversare ampi fiumi e di nuotare nel mare.

 

L’allevamento di questo uccello iniziò circa 18.000 anni fa

Ma sembra che migliaia di anni fa gli esseri umani non si preoccupassero affatto della potenziale letalità di questo uccello apparso sulla Terra durante il Pliocene inferiore, circa 5 milioni di anni fa. Infatti secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Science of the United States, il casuario potrebbe essere stato il primo uccello allevato dagli umani, molto prima del pollo, il cui allevamento si pensa sia iniziato non più di 9.500 anni fa.

Come spiega Kristina Douglass, assistente professore di antropologia e studi africani alla Penn State e autrice principale dello studio, “questo comportamento a cui stiamo assistendo si è verificato migliaia di anni prima dell’addomesticamento del pollo. E questo non è un piccolo uccello, è un uccello enorme, scontroso e incapace di volare che può sviscerarti.”

Secondo lo studio infatti i casuari sono più simili ai velociraptor che ai polli, ma hanno una caratteristica che ha reso possibile essere allevati dagli umani: l’imprinting. Questi uccelli infatti riconoscono la prima cosa che vedono dopo la schiusa dell’uovo come “madre” e la seguiranno ovunque.

 

La storia dell’allevamento nei gusci di uovo

Secondo lo studio questi uccelli venivano allevati come fonte di cibo e ne venivano sicuramente le uova. Questi dettagli sono emersi dallo studio di Douglass e del suo team su oltre 1.000 frammenti di gusci d’uovo di casuario risalenti ad un periodo da 6.000 a 18.000 anni fa.

Le analisi sui gusci sono state condotte utilizzando microscopi laser 3D. I risultati hanno mostrato che alcune uova sono state rotte prematuramente, quando gli embrioni non erano ancora completamente sviluppati. Questo significa che gli esseri umani mangiavano gli embrioni in via di sviluppo, una pratica nota anche come balut nel sud-est asiatico.

Inoltre lo studio e l’analisi dei gusci d’uovo suggerisce che le uova furono anche prelevate e accudite ai fini dell’allevamento di questi grandi e antichissimi uccelli. Come spiega infatti Douglass infatti “abbiamo anche esaminato la combustione sui gusci d’uovo. Ci sono abbastanza campioni di gusci d’uovo in fase avanzata che non mostrano bruciature e che suggeriscono che si stavano schiudendo e non li mangiavano”.

L’unico mistero ora da risolvere è capire come gli esseri umani abbiano prelevato le prime uova di casuario dato che questo uccello depone le uova in luoghi casuali dove sono protetti in modo aggressivo dall’uccello maschio.

Foto di hartono subagio da Pixabay