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Le stereomicrografie dei tipici clasti basaltici del campione lunare di Chang'E 5. Ph. Credit: CNSA/GRAS/NAOC

Dopo 45 anni dalla fine delle missioni lunari Apollo della NASA e Luna della Russia, finalmente sono stati analizzati i primi frammenti di rocce lunari. L’ambiziosa missione cinese per la raccolta di campioni lunari è infatti tornata sulla Terra con i primi campioni lunari lo scorso dicembre.

Ora finalmente i primi campioni di rocce lunari sono stati analizzati. In esse vi sono le risposte ad alcune delle domande che ci siamo sempre posti sulla Luna. Ma le analisi comportano anche molte altre nuove domande.

 

I frammenti di rocce lunari raccolti da Chang’E 5

La missione lunare cinese Chang’E-5, che prende il nome dalla dea cinese della luna, ha riportato sulla Terra quasi 1,8 kg di suolo lunare. I frammenti comprendono alcune rocce prelevate da un pezzo di basalto mai studiato.

L’analisi di questo frammento è molto importante dato che il basalto, un tipo di roccia formato da colate laviche solidificate, potrebbe contenere prove di quando sulla superficie della Luna vi era attività vulcanica.

rocce lunari al microscopio
Le particelle del suolo lunare di Chang’e 5 al microscopio. Ph. Credit: CNSA/GRAS/NAOC

 

Le particolari analisi dei frammenti

Per analizzare i frammenti di rocce lunari, il team di ricercatori ha utilizzato la datazione radiometrica, eseguendo questa analisi su 47 frammenti di basalto dalle dimensioni variabili. Il più grande dei frammenti aveva uno spessore di pochi millimetri, mentre il più piccolo aveva le dimensioni di una particella di polvere.

Grazie a queste indagini, i ricercatori hanno scoperto che i frammenti avevano circa 2 miliardi di anni. Davvero una scoperta eccezionale, dato che i frammenti sono dagli 800 ai 900 milioni di anni più giovani di quelli osservati dalle missioni Apollo e Luna.

Li Chunlai, ricercatori degli Osservatori Astronomici Nazionali dell’Accademia Cinese delle Scienze (NAOC – National Astronomical Observatories, Chinese Academy of Sciences) ha infatti dichiarato che “questa è la più giovane età di cristallizzazione mai riportata per le rocce basaltiche lunari mediante misurazione radiometrica, estendendo le età del basalto lunare da 800 a 900 milioni di anni. Questo studio fornisce la prima prova conclusiva che l’attività magmatica sulla Luna è persistita fino ad almeno due miliardi di anni fa”.

 

Nuove informazioni sull’età dei pianeti

Oltre a fornire nuove informazioni sul suolo lunare e sull’attività vulcanica della Luna, queste analisi hanno anche permesso di perfezionare il metodo per determinare l’età di un pianeta, noto come cronologia del conteggio dei crateri.

Come spiega Li, mentre i campioni raccolti dalle missioni Apollo e Luna hanno fornito un database iniziale per le età che vanno da 4 a 3,1 miliardi di anni fa e un miliardo di anni fa, i nuovi campioni raccolti da Chang’E forniscono dati per i periodi intermedi. I campioni di Chang’E permettono dunque di colmare la parte centrale della cronologia di conteggio dei crateri lunari.

 

I frammenti di rocce lunari sollevano nuovi quesiti

Ma oltre a fornire risposte, i frammenti di rocce lunari di Chang’E hanno anche sollevato nuovi quesiti. Mentre i campioni Apollo e Luna erano composti da KREEP, una miscela di potassio, elementi delle terre rare e fosforo, quelli di Chang’E sono costituiti da un diverso tipo di magma.

Gli scienziati ritengono dunque che la scoperta cambi il modo in cui pensano all’evoluzione termica e chimica della Luna. Sono dunque previste ulteriori analisi dei campioni di Chang’E che si spera possano spiegare come e perché l’attività vulcanica lunare è cambiata tra i campioni Apollo e Luna e quelli di Chang’E.

Ph. Credit: CNSA/GRAS/NAOC