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Big Tree, il Baobab gigante dello Zimbabwe. Ph. Credit: Tripadvisor

Si è finalmente scoperta l’età di uno degli alberi più grandi della Terra, il Big Tree, il gigantesco baobab (Adansonia digitata) dello Zimbabwe. Per riuscire a determinarne l’età, i ricercatori sono dovuti ricorrere all’utilizzo del radiocarbonio.

È stata così sviluppata una nuova tecnica che potrebbe aiutare con la datazione dei grandi alberi. Questo tipo di indagini potrebbero essere fondamentali per comprendere gli effetti del cambiamento climatico.

 

Il Big Tree è davvero un albero millenario

Grazie a questa tecnica dunque, i ricercatori sono riusciti a stabilire che il Big Tree, il grande baobab non troppo lontano dalle cascate Victoria, ha più di mille anni, 1150 per l’esattezza.

Un’impresa che ha richiesto non poco impegno da parte degli studiosi. Dato l’accrescimento di questi alberi, contare gli anelli del fusto è perfettamente inutile. I baobab infatti non producono un nuovo anello ogni anno. È possibile che in alcuni anni non venga prodotto nessun anello, mentre in altri se ne formino anche due. Per riuscire dunque nell’impresa, il team di ricerca è dovuto ricorrere alla datazione al radiocarbonio.

Big Tree è uno degli alberi più famosi del mondo, visitato e fotografato da migliaia di turisti ogni anno. La sua altezza si aggira attorno ai 24 metri ed ha un colossale diametro di ben 22,5 metri, stando alle ultime misurazioni del 2004.

Questo gigantesco albero è davvero uno dei “vecchi giganti” superstiti del continente africano. La sua imponente struttura è formata da cinque fusti principali, tre fusti giovani e un falso fusto, disposti a formare una struttura ad anello aperto. La sua grandezza e le sue dimensioni straordinarie hanno contribuito a rendere difficile la datazione con metodi più tradizionali.

 

Nuove tecniche per determinare l’età dei grandi alberi

I ricercatori hanno dunque deciso di analizzare il rapporto tra carbonio-14 e carbonio-12 in quattro diversi campioni, prelavati da quattro diversi fusti del Big Tree. Grazie alla datazione al radiocarbonio dunque, i ricercatori sono riusciti a stabilire che i fusti si sono sviluppati in epoche diverse.

I fusti più giovani hanno tra i 200 ed i 500 anni, mentre quelli di mezza età hanno tra i 600 ed i 700 anni. I più vecchi invece hanno tra i 1000 ed i 1100 anni. Il falso fusto invece ha circa 550 anni.

Data la composizione generale delle età della gigantesca pianta, si stima dunque che l’albero possa avere complessivamente tra i 1100 ed i 1200 anni. Questo albero millenario sarebbe inoltre cresciuto con lentezza, forse a causa delle tempeste che periodicamente si abbattono sulla regione delle Victoria Falls.

Questo innovativo metodo di datazione per gli alberi, potrebbe aiutare a determinare l’età anche degli altri giganti sopravvissuti. Sapere per quanto tempo essi siano vissuti sulla Terra, potrebbe essere di fondamentale importanza per comprendere se abbiano attraversato momenti con importanti cambiamenti climatici e come li abbiano superati.

Questo tipo di conoscenze potrebbero aiutarci a capire come mai abbiamo perso alcuni di questi grandi giganti negli ultimi decenni e che cosa possiamo fare perché ciò non si ripeta in futuro. Speriamo solo di avere abbastanza tempo.

Ph. Credit: Tripadvisor