zuccheri aggiunti
Foto di yossigee da Pixabay

Secondo l’epidemiologa statunitense Lisa Bodnar, i bambini dovrebbero evitare gli zuccheri aggiunti almeno fino ai 2 anni. Questo è ciò che si evince dal suo recente rapporto sull’alimentazione dei bambini piccoli con zuccheri aggiunti e bevande zuccherate, presentato nell’ambito della sua partecipazione ad un comitato delle accademie nazionali di scienza, ingegneria e medicina che riassumeva le linee guida sull’alimentazione di neonati e bambini fino a 2 anni.

 

Bisogna evitare gli zuccheri aggiunti prima dei due anni

Lisa Bodnar, professoressa di Epidemiologia all’Università di Pittsburgh Graduate School of Public Health, è un’epidemiologa nutrizionale e perinatale che ha l’obiettivo di scoprire i modelli dietetici più sani che promuovono la salute delle donne in gravidanza e dei loro bambini.

Secondo le linee guida individuate dal comitato, sarebbe dunque opportuno evitare aggiungere zuccheri o di far consumare alimenti con zuccheri aggiunti nei bambini dai 12 ai 24 mesi.

Per zuccheri aggiunti si intendono gli zuccheri e sciroppi che vengono aggiunti agli alimenti durante la lavorazione o nella preparazioni dei pasti. Come afferma la professoressa Bodnar, spesso le fonti più comuni di zuccheri aggiunti nelle diete di neonati e bambini piccoli sono yogurt, snack per bambini, bevande alla frutta, dessert e prodotti da forno dolci.

E sono proprio gli zuccheri aggiunti ed i dolcificanti artificiali quelli che dovremmo eliminare o limitare nelle diete dei bambini piccoli, e la professoressa Bodnar spiega il perché nel suo articolo su The Conversation.

Bodnar ritiene che il problema di fornire zuccheri aggiunti ai bambini di età inferiore ai due anni, quindi nella fase critica dello sviluppo fisico, potrebbe togliere spazio ad altri nutrienti più importanti.

Come spiega infatti nel suo articolo i bambini fino ai 24 mesi “in questa fase mangiano quantità relativamente piccole di cibo. Per garantire un’alimentazione sana, il cibo che mangiano deve essere ricco di sostanze nutritive. Se i bambini piccoli fanno il pieno di cibi o bevande ipercalorici e carichi di zucchero, lascia meno spazio per cibi nutrienti.”

Inoltre un’alimentazione sbilanciata nei primi anni di vita, può portare secondo la professoressa Bodnar, ad un aumento dei rischi di sviluppo di malattie croniche come diabete, obesità infantile e malattie cardiovascolari.

 

Ecco i consigli per evitarli

Ecco dunque i suggerimenti della professoressa Bodnar per aiutare i genitori ad eliminare gli zuccheri aggiunti dalla dieta dei loro bambini.

La prima cosa da fare è controllare bene le etichette dei cibi e delle bevande per i nostri bambini. Tra i valori nutrizionali dei prodotti alimentari è sempre presente la voce “zuccheri aggiunti”, che se presente ci indica chiaramente che essi sono contenuti nel prodotto ed in quale misura.

Dalle etichette di prodotti si possono ricavare anche molte altre informazioni. Ad esempio nella lista degli ingredienti la professoressa Bodnar ricorda che se compaiono sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, concentrati di succhi di frutta, zucchero di canna, dolcificante di mais, lattosio, glucosio, saccarosio e sciroppo d’acero, si tratta sempre di zuccheri aggiunti al prodotto.

Inoltre sarebbe meglio evitare bevande zuccherate come bibite gassate, latte aromatizzato, succhi di frutta con meno del 100% di frutta, bevande sportive e bevande energetiche. Una volta passati dal latte materno alle bevande, sarebbe meglio evitare questi prodotti e ricorrere semplicemente ad acqua o latte.

Nella preparazione del cibo bisogna evitare di aggiungere zuccheri ai cibi che già ne contengono, come ad esempio nelle passate o spremute di frutta casalinghe.

Questi piccoli consigli dovrebbero aiutarci a limitare gli zuccheri aggiunti nelle diete dei nostri bambini. Ma, come spiega la professoressa Bodnar, se si dovessero incontrare difficoltà, l’importante è non cercare di apportare tutte le dovute modifiche all’alimentazione in una sola volta. Magari si può iniziare scegliendo alimenti con cui pensiamo sia più semplice approcciare nostro figlio, fare delle prove e poi, poco alla volta, aggiungere o sostituire altri alimenti.

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