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L’attuale guerra in Ucraina ci sta facendo dimenticare abbastanza in fretta che ci troviamo ancora in una pandemia. Se pensavo di essercela completamente lasciate alla spalle ecco che il ceppo Omicron del coronavirus torna a farsi sentire, anche se con qualche differenza. Si tratta di un nuovo ceppo, il BA.2. Nonostante le poche notizie in merito è in realtà già diffuso in tutto il mondo è sta causando una nuova ondata.

Quello che abbiamo imparato dalla precedente ondata di Omicron è che il numero di contagi ormai conta ben poco. Bisogna stare soprattutto alla pressione sul sistema sanitario quindi di fatto l’aumento dei soli nuovi casi di infezione non dovrebbe causare un eccessivo allarme, ma la situazione va ovviamente monitorata.

 

Omicron BA.2: la nuova ondata

Il primo problema con questa variante dell’Omicron è il fatto che risulta particolarmente sfuggente ai test quindi gli attuali numeri già registrati possono essere tranquillamente considerata più bassi della realtà delle cose. Presenta 8 mutazioni uniche rispetto ad altri ceppi del virus in circolazione con molti altri condivisi. Un aspetto importante è proprio il fatto che non risulta molto diversa quindi chi è già stato infettato nell’ultima ondata ha una protezione maggiore.

Anche i vaccini dovrebbe garantire una protezione ottimale contro questa sotto variante dell’Omicron. Come per l’ultima ondata il problema sarà proprio chi non è stato vaccinato. Difficile pensare di tornare a misure restrittive, ma il sistema operativo rimane il punto più critico la cui evoluzione fare prendere decisioni, o non prendere, di conseguenza. Al momento in realtà il pericolo sembra molto contenuto.