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Si dice che nelle nuove generazioni le allergie alimentari siano relativamente più comuni che in passato, ed è così. I motivi sono vari e c’è quello basato proprio sull’alimentazione in giovane età. Uno studio ha infatti scoperto che far assumere ai più piccoli il prima possibile quegli alimenti che causano spesso problemi di tal tipo ne riduce poi l’insorgenza. Di contro, tarlo può favorire il processo avverso.

Si parla di un cambio presente, ma circoscritto. Secondo lo studio, un gruppo sperimentale di bambini che vedeva l’assunzione di alimenti come arachidi e uova hanno visto l’incidenza di allergie appena all’1,1%. Nel gruppo di controllo invece questa incidenza era del 2,6%. Si parla di un dato medio per diversi cibi, ma la differenza più grande è stata vista proprio nelle arachidi, rispettivamente 0,7% e 2,0%.

 

Allergie alimentari: possibile ridurle?

Le parole di uno dei ricercatori, Björn Nordlund: “Si tratta di un effetto protettivo significativo dato che comporta un semplice rimedio. L’introduzione anticipata ha chiaramente ridotto il rischio di allergia alle arachidi, un’allergia che dura tutta la vita e che può causare gravi reazioni e ansia che spesso si ripercuotono sulla qualità della vita.”

Un aspetto importante di questo studio è cercare di non introdurre troppi cibo in modo da non entrare in conflitto con l’alimentazione al seno nei primi 4 mesi di vita di un neonato. “Stiamo parlando di piccole quantità: un bambino che si succhia un dito ricoperto di burro di arachidi, per esempio, o che assaggia un cucchiaino. Seguendo i nostri risultati e altri studi, possiamo dire che è possibile ridurre il rischio di allergia alimentare somministrando ai bambini piccole porzioni di burro di arachidi regolarmente dall’età di tre mesi, e sembra anche essere sicuro.”