Non è probabilmente il miglior periodo in assoluto per le criptovalute. Il mercato è in fibrillazione, complice il crollo di due asset digitali tutt’altro che secondari. Il calo di Luna e di TerraUSD non hanno certo aiutato ma forse è proprio questo il periodo in cui si determina la necessità di approcciare al mercato con maggior oculatezza.

I Bitcoin, riferimento per il mercato delle criptovalute, hanno raggiunto il valore più basso dal dicembre del 2020. Sul mercato intervengono, intanto, con vere e proprie iniezioni di liquidità i c.d. miliardari del settore cripto. Non hanno certezze circa il ritorno sull’investimento ma, al momento, sembrerebbe che l’obiettivo prioritario sia più che guadagnare dall’andamento del mercato, quello di puntare sulla sua stabilizzazione.

Il mondo delle criptovalute rappresenta probabilmente ancora il futuro della finanza e, per quanto sia ormai certo che il fondo non è stato ancora raggiunto, è evidente quanto gli asset digitali possano ancora interpretare un ruolo da protagonisti nel prossimo futuro.

 

Come approcciare al mercato delle criptovalute?

Gli atteggiamenti pressoché spudorati a cui siamo stati abituati nel passato recente, non potranno comunque rappresentare la miglior prospettiva possibile. L’investimento nel settore delle criptovalute non è certo da escludere ma non sono comunque auspicabili investimenti nel settore senza puntare su una maggiore ponderazione degli investimenti e, inevitabilmente, sulla diversificazione del rischio.

Non è così semplice. Il mercato, con tutte le sue complicazioni legate proprio alle tipicità che caratterizzano gli asset digitali, non è di facile accesso né di facile comprensione. Ed è per questo che l’approccio migliore al mercato delle criptovalute dovrebbe, oggi più che mai, essere mediato dall’intervento di un consulente finanziario. 

L’idea è, più che altro, quella di favorire l’investimento consapevole in criptovalute. Considerando infatti l’andamento del mercato degli ultimi mesi, pare del tutto evidente che non possa prescindersi, in ogni decisione, da un set informativo minimo grazie al quale compiere le scelte migliori.

Sulla questione è del resto intervenuta anche la Banca d’Italia il cui richiamo è parso completamente diretto verso la stabilizzazione del settore ma, soprattutto, verso la condanna di un mercato che non è stato in grado di dotarsi di un meccanismo di stabilizzazione in grado di ancorare il valore degli asset a delle attività di riferimento. Il rischio, paventato dalla massima autorità bancaria italiana, è che la rapida diffusione di questi strumenti, unitamente all’andamento ribassista, possano mettere a repentaglio la tenuta del nostro sistema finanziario e, ovviamente, economico.

Il sentiero pare dunque tracciato. Sebbene non possano ancora rintracciarsi interventi in materia e sebbene il legislatore non sia intervenuto neanche dal punto di vista dell’inquadramento fiscale dei guadagni e delle perdite derivanti dall’investimento in criptovalute, è del tutto evidente come il mantra ormai sia quello della stabilizzazione di un settore in grado di creare notevoli criticità sui mercati finanziari.

Del resto le previsioni sull’andamento dell’economia nel breve e medio termine, non lasciano ben sperare neanche dal punto di vista dell’investimento in asset cosiddetti tradizionali. E in un simile scenario non possiamo che attenderci una svolta nel settore delle criptovalute, orientata alla stabilità dell’intero sistema.