parechovirus bambini
Foto di Daniela Dimitrova da Pixabay

Questa primavera in sole 6 settimane circa 23 bambini sono stati ricoverati in ospedale nel Tennessee per il trattamento del parechovirus, un virus appunto abbastanza comune, ma che in alcuni casi può diventare una minaccia letale nei bambini, secondo un rapporto del CDC. Ventuno di questi bambini sono guariti senza alcuna complicazione, mentre uno era a rischio di perdita d’udito e a rischio di coaguli di sangue.

Un secondo bambino ha invece avuto convulsioni persistenti e si prevedeva che soffrisse di un grave ritardo dello sviluppo. I bambini ricoverati avevano un’età compresa tra i 5 giorni e i 3 mesi e il rapporto ha descritto le infezioni come un cluster insolitamente grande. Altri sei casi sono stati identificati in ospedale altre volte quest’anno, un picco di infezioni rispetto agli ultimi anni.

 

Parechovirus, la nuova preoccupazione per i bambini

È inoltre da sottolineare che i bambini in precedenza erano totalmente sani. Dopo questi episodi il CDC ha annunciato che il tipo di parechovirus più associato a malattie gravi circola a livello nazionale da maggio. Ha suggerito quest’ultimo come diagnosi da considerare per i bambini con febbre o convulsioni inspiegabili. Questo virus è cosi comune che normalmente i bambini lo prendono quando iniziano la scuola materna, con il naso che cola e starnuti, il comune raffreddore. Tuttavia i bambini di età inferiore a 3 mesi, e in particolare quelli di età inferiore a un mese, sono maggiormente a rischio di malattie gravi.

Non esiste una cura per il parechovirus, ma la diagnosi può essere ancora la chiave per gestire al meglio la malattia. Gli esperti affermano che è possibile che l’aumento dei casi derivi da una maggiore socializzazione dopo un periodo di blocco durante il quale le persone non sono state esposte a agenti patogeni comuni, che potrebbero aver indebolito il loro sistema immunitario. Tuttavia è anche possibile che i bambini vengano semplicemente testati per il parechovirus più spesso.

Il virus si diffonde attraverso il contatto con l’alito di una persona infetta (tramite starnuti o tosse), saliva o feci (cacca). Possiamo anche prenderlo da oggetti e superfici che hanno queste cose su di loro, come posate, piatti e servizi igienici. Una buona igiene, soprattutto quando siamo malato, può aiutare a fermare la diffusione.

Foto di Daniela Dimitrova da Pixabay