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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Quando si è presentato il primo focolaio di vaiolo delle scimmie, gli scienziati pensavano di sapere quasi tutto di questa nuova infezione, su come si fosse diffuso o chi fosse stato più vulnerabile. Tuttavia il nuovo virus ha giocato un brutto scherzo; non tutte le persone infette hanno avuto gli stessi sintomi, riconducibili all’infezione. Anzi molti infetti sono risultati asintomatici, senza alcun sintomo.

I pazienti con vaiolo delle scimmie si sono presentati con quelle che sembravano punture di zanzara, brufoli o peli incarniti, non le grandi pustole solitamente associate all’infezione. Alcuni non avevano nemmeno lesioni visibili, ma provavano un dolore lancinante durante la deglutizione, la minzione o lo svuotamento dell’intestino. Alcuni avevano mal di testa o depressione, confusione e convulsioni.

 

Vaiolo delle scimmie, i sintomi non sono tutti uguali

Altri avevano gravi infezioni agli occhi o infiammazione del muscolo cardiaco. Almeno tre dei sei decessi segnalati finora erano collegati all’encefalite, un’infiammazione del cervello. Dopo ulteriori studi gli scienziati hanno scoperto che il vaiolo delle scimmie si annida nella saliva, nello sperma e in altri fluidi corporei per alcuni giorni dopo la guarigione. È sempre stato noto che il virus si diffonde attraverso uno stretto contatto, ma molti ricercatori sospettano che l’infezione possa essere trasmessa anche attraverso il sesso stesso.

Altre ricerche che suggeriscono che il virus può essere diffuso anche da persone con infezioni atipiche o asintomatiche. Le persone che non hanno sintomi di vaiolo delle scimmie non possono diffondere il virus ad altri. L’agenzia ha cambiato quella frase il 29 luglio per dire che gli scienziati stanno ancora ricercando la possibilità di trasmissione asintomatica. Al momento sono state riconosciute le prove di possibili casi asintomatici, ma non è ancora chiaro se queste persone siano in grado di trasmettere il virus.

Abbiamo questa malattia che ha più di 50 anni e ci sono molte cose che ancora non sappiamo, e questo perché la condizione è stata in gran parte limitata all’Africa. La nuova definizione CDC menziona le lesioni nella bocca ma non descrive la portata o l’importanza del vaiolo nella bocca, negli occhi e nell’uretra. I ricercatori stanno ancora lavorando per capire se e con quale frequenza il virus si può diffondere.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay