Apple Corporation è di certo una realtà aziendale di conclamata fiducia e forte di un innato senso di innovazione che si pone a notevole distanza dalle diretti concorrenti di mercato che molto spesso tentano di imitare alla buona le produzioni della società di Cupertino.

Ad ogni modo, l’intento di replicare le medesime condizioni dell’operato Apple non sempre riesce a causa di una politica aziendale esclusiva che ha dalla sua una forte predisposizione al Green nel senso più stretto del termine.

Elogiata da Greenpeace con uno score valutativo di livello B-, di fatto, la realtà aziendale Apple rientra e pieno titolo in un piano di studio che ha consentito di delineare i profili dei maggiori produttori mondiali di device nel contesto della cosiddetta economica verde.

Insieme a realtà di calibro internazionale come Google, Amazon, Microsoft, Sony e molti altri, la compagnia capeggiata da Tim Cook si conferma ancora una volta attenta ai bisogni della collettività nel rispetto dell’ambiente, facendo registrare uno degli score più alti del mercato.Apple Greenpeace

Un punteggio che si pone a margine di una perfezione assoluta che si raggiungerà soltanto nel momento in cui la compagnia deciderà di incrementare lo standard di riparabilità dei suoi prodotti. Il punteggio così raggiunto ha quindi premiato Apple nei comparti produzione, consumo di energia, approvvigionamento di risorse, impiego di sostanze chimiche, riciclo e molto altro ancora ponendola ai vertici del comparto produzione.

Sopra Apple soltanto Fairphone, che grazie a rigorosi interventi volti a tutela della produzione e gestione green delle risorse e ad un design modulare per le componenti ottiene il massimo punteggio attribuibile. Il margine di distacco tra questi due indiscutibili campioni si riconduce soltanto ad una policy troppo restrittiva nei confronti degli interventi sui dispositivi da parte della società di Cupertino.

In particolare, a meno di questo aspetto, Greenpeace riconosce alla compagnia il raggiungimento dell’ambito obiettivo del 100% di sfruttamento energetico proveniente da fonti rinnovabili. Si tratta di un traguardo davvero importante che serve da monito alle aziende concorrenti in partenariato con la compagnia californiana che, specialmente in Cina, si sono portate all’utilizzo dei sistemi fotovoltaici.

In linea parallela, inoltre, Apple si sta muovendo a favore di un aumento del capitale di investimento nel segmento del packaging allo scopo di eliminare tutti i ritardanti bromurati e le leghe poliviniliche tossiche dai propri dispositivi.

Ad ogni modo, nonostante i buoni propositi e gli eccellenti risultati conseguiti, Greenpeace sottolinea il fatto che la società debba provvedere al più presto nella creazione di un piano strategico mirato al recupero delle risorse e quindi ad uno standard di riparazione che venga in contro alle esigenze dell’utente contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di pubblica utilità.

“Apple continua a progettare prodotti con componenti proprietarie per limitarne l’accesso e fa lobby contro il diritto alla riparazione nei distretti di New York e nel Nebraska. È emerso che Apple e Sony abbiano bloccato i tentativi per rafforzare gli standard ambientali elettronici, che avrebbero incoraggiato progettazioni di device più semplici da riparare, aggiornare, smontare per il riciclo”

In merito alla valutazione portata avanti dall’organizzazione ambientalista si attende ancora un riscontro diretto da parte dei portavoce Apple che di certo non mancheranno di esprimere il punto di vista in merito alla questione. E tu, invece, che cosa ne pensi? Credi che il fatto di provvedere ad un utilizzo coscienzioso delle fonti di energia per la produzione sia un parametro indispensabile nei confronti di un ambiente maltrattato da anni ed anni di sfruttamento indiscriminato? Spazio a tutte le tue personali considerazioni al riguardo.