David Kennedy, archeologo della University of Western Australia, ha trascorso decenni alla ricerca di antiche strutture in pietra conosciute come “le opere degli antichi“, che punteggiano gli aspri campi di lava dell’Arabia Saudita e della Giordania. Impresa possibile solo osservandoli dall’alto.

Utilizzando Google Earth, Kennedy ha identificato quasi 400 esempi precedentemente privi di documenti di questi antichi edifici in pietra nel deserto dell’Arabia Saudita. Le strutture, che Kennedy definisce “porte”, suggeriscono una cultura un tempo vasta ma misteriosa. La cui datazione si fa risalire dai 2000 ai 9000 anni fa.

Mi riferisco a loro come ‘porte’ perché, quando le osservi dall’alto, sembrano un semplice cancello sul campo, due postazioni verticali ai lati, collegati da una o più barre lunghe“, ha spiegato. “Non sembrano strutture in cui le persone possano aver vissuto, né sembrano trappole per animali o per lo smaltimento di cadaveri, è un mistero quale potrebbe essere stato il loro scopo“.

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Impossibile vederle dal livello del suolo

Queste vaste strutture sono rimaste nascoste in parte perché sono molto difficili da vedere da terra. La ragione per cui rimaste nascoste per così tanto tempo è dovuta in parte alle sterili montagne e al deserto che costituiscono il terreno, ma anche perché sono incredibilmente difficili da individuare da terra. “Non puoi vederle in modo intelligibile a livello del suolo, ma una volta che ti alzi di qualche centinaio di metri o con un satellite ancora più alto, si distinguono magnificamente“, ha spiegato Kennedy.

Le forme delle cosiddette “porte di Kennedy” vanno dai cerchi giganti di pietra, alcuni dei quali di 400 metri, agli aquiloni (trappole per animali), ai pendenti (monumenti funerari) e alle ruote (sconosciute). Benché chiamate “opere degli antichi” dal popolo moderno dei beduini, non è chiaro se le antiche strutture siano state veramente costruite dagli antenati beduini. La loro origine è davvero misteriosa.

Ora che i siti sono stati identificati, il prossimo passo sarà visitarli da vicino, eseguire scavi e arrivare ad una comprensione più concreta di come e perché sono stati creati e da chi.

Le scoperte di Kennedy saranno descritte in un documento di ricerca che sarà pubblicato sulla rivista Arabian Archaeology and Epigraphy.