Colonizzare Marte non è una sfida semplice, molto dipedenderà dallo sviluppo di tre tecnologie chiave, stando a quanto affermato da esperti quali Philip Metzeg dell’Università della Florida. Sembra comunque essere l’intenzione politica di perseguire questo obiettivo, questo è quanto si comprende dai finanziamenti stanziati da Trump per la conquista del Pianeta Rosso.

Servono tre “killer apps” a detta di Mezger per riuscire nell’impresa, tre svolte tecnologiche “Come le e-mail – e in seguito Facebook, applicazioni che hanno reso internet economicamente conveniente, in questo modo ci sarà vantaggiosa anche l’industria spaziale”. Ma quali sono i tre segreti che servono alla razza umana per riuscire nella missione più ambiziosa della sua storia? Scopriamolo insieme.

Marte: l’impresa in tre passaggi

Estrazioni dagli asteroidi per ottenere propellente – Proprio così, è necessario trarre energie dagli asteroidi, anzi è da considerarsi una necessità perché al momento l’approvvigionamento energetico frena la portata delle missioni che siamo in grado di supportare.

Colonizzare Marte tre applicazioni

E’ indispensabile trovare il modo di estrarre materiale dalla roccia e poi utilizzare le molecole d’acqua chimicamente connesse ai minerali dell’asteroide. Poi, l’acqua sarebbe posta in un deposito per separare molecole di idrogeno e ossigeno.

Questo procedemento potrebbe fornire propellente a sufficienza, consentendo inoltre di risparmiare centinaia di millioni di dollari. Metzger afferma che questo tipo di investimento sarebbe decisamente invitante per chi decidesse di portare avanti un simile progetto.

Il Lussemburgo ci ha già pensato e lo scorso giugno ha annunciato un piano da 223 milioni di dollari per portare avanti un ambizioso progetto di estrazione mineraria dagli asteroidi.

Antenne spaziali stampate in 3D – La richiesta umana di dati internet raddoppia ogni 10 mesi e mezzo, nell’arco di un decennio i provider non saranno in grado di fornire infrastrutture in grado di tenere il passo. Alcune compagnie, tra le quali OneWeb e la SpaceX di Elon Musk stanno giocando d’anticipo.

Centinaia di piccoli satelliti saranno presto lanciati nell’orbita bassa del nostro pianeta, all’altezza di circa 750 miglia. In questa posizione i satelliti possono muoversi molto più rapidamente, senza rimanere nella stessa posizione per molto tempo. Questi satelliti lavorerebbero come network, avendo una ridotta capacità, per aumentare la portata sarebbe necessario sostituire tutta la flotta.

Proprio dal metallo ottenuto dall’estrazione su asteroidi, sarebbe possibile ottenere antenne internet stampate in 3D, NASA ha già sottoscritto un accordo da 20 milioni per sviluppare questa tecnologia, l’obiettivo è quello di costruire una grande infrastruttura nello spazio a partire dal 2018.

Queste antenne circonderebbero la Terra con un orbita geostazionaria, ogni satellite internet sarebbe fissato sopra una location del nostro pianeta in modo da fornire la giusta copertura. Anche in questo caso si tratta di un investimento molto invitante stando a quanto afferma il Professor Metzger.

Portare energia pulita sulla Terra – Nel 2012 John Mankins ha ricevuto fondi NASA per sviluppare un sistema di specchi in grado di portare i raggi solari alla terra. Un progetto ambizioso ma molto costoso, che potrebbe costare cifre fuori dall’immaginabile. E’ necessario completare i primi due punti per affrontare questa missione.

Molte infrastrutture e molte imprese potranno muoversi verso lo spazio, rendendo sempre meno necessario il lancio di rifornimenti in orbita. Questa, secondo Metzger, sarebbe la vera conquista dello spazio. Una volta volta che l’industria umana sarà nello spazio, sarà molto più semplice colonizzare Marte. “Sono molto ottimista al riguardo” conclude Metzger.

Fonte: cbsnews.com