Negli ultimi anni l’idea di una missione su Marte ha ripreso forte impulso, innegabile il merito di figure quali Elon Musk, che con la sua azienda aerospaziale Space X ha dato nuova linfa alla causa della conquista dello spazio. C’è tanta strada da fare per poter colonizzare il Pianeta Rosso, non servono solo soldi e tecnologia ma un rivoluzionario cambiamento dell’essere umano, dal punto di vista fisico e psicologico.

Scott Kelly e Mikhail Kornienko hanno trascorso quasi un anno sulla Stazione Spaziale Internazionale, lo studio degli effetti sul loro corpo e sulla loro psiche è utile come punto di partenza per immaginare l’uomo che sarà in grado di conquistare Marte. La speranza è quella di inviare umani sul Pianeta Rosso entro gli anni 30′ di questo secolo ma non sarà semplice. Scopriamo insieme perché.

Serve un uomo nuovo per la missione su Marte

Un interessante articolo su Space Policy sottolinea aspetti singolari della missione su Marte, aspetti che di primo acchito non vengono in mente ai non addetti ai lavori.

marte “Non possiamo simulare la stessa fisica e le condizioni ambientali necessarie per riprodurre l’ambiente marziano”, lo dichiara Konrad Szocik, docente di scienze cognitive all’Università di Rzeszow, Polonia.

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Non c’è luogo sulla terra che consenta di simulare quelle condizioni, nemmeno il Polo Sud, nemmeno la Stazione Spaziale Internazionale può essere un banco di prova. L’unica cosa da fare, secondo Szocik, è abituarsi a condizioni estreme in maniera innaturale, tramite trattamenti con elettronici e farmaceutici, volti a ridurre l’impatto emotivo su momenti di crisi.

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“Essendo un animale sociale, l’uomo vive in gruppo”, afferma lo studioso che tiene a sottolineare come la stessa riproduzione sia da considerare una sfida impegnativa su Marte. Servono dunque condizioni fisiche nuove, necessarie per ridurre il tasso di mortalità per malattia, radiazioni ed errori tecnici.

Una sfida impegnativa, ma c’è tempo per affrontarla.