La WeRobotics ha un piano che prevede l’uso di droni per rilasciare zanzare maschio sterilizzate. L’idea è allevare zanzare sterili in cattività, trasportarle in gran numero attraverso i droni e rilasciarle su vaste aree. Superando in numero i maschi selvatici, le zanzare sterili accoppiate con le femmine potrebbero portare ad una riduzione di insetti locali fino al 90%. Risultato: salvare molte vite.

L’obiettivo è, quindi, ridurre la popolazione di zanzare infette portatrici di malattie come Zika o malaria e, di conseguenza, ridurre il numero di persone che muoiono a causa di queste malattie.

I droni possono trasportare centinaia di migliaia di zanzare, ha riferito la BBC. “Le zanzare maschio sterili, accoppiandosi con le femmine, spiazzerebbero gli altri maschi riducendo la popolazione di zanzare” ha affermato Chris Foxx, reporter della BBC che si occupa di tecnologia.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) conferma il fatto che le zanzare sono gli animali più letali al mondo. La loro abilità nel diffondere malattie tra gli esseri umani provoca milioni di morti ogni anno.

zanzara

Quanti milioni all’anno? Le zanzare infettano, ogni anno, circa 700 milioni di persone provocando malaria, Zika, febbre dengue e virus del Nilo occidentale, secondo quanto riferisce Evan Ackerman a IEEE Spectrum.

Per la prevenzione, è fondamentale impegnarsi soprattutto per eliminare i siti di riproduzione delle zanzare. E’ questo l’intervento più efficace che si può attuare al fine di proteggere le popolazioni dalle malattie.

 

Insetticidi e fumigazione non bastano: ci vogliono i droni

Spruzzare di insetticidi aree note per scongiurare i rischi o effettuare fumigazioni non basta e, in più, queste tecniche portano, a loro volta, effetti negativi – ha spiegato Adam Klaptocz, co-fondatore di WeRobotics.

L’insetticida è nocivo per l’ambiente e deve essere impiegato costantemente per essere efficace.

A detta di Ackerman, le agenzie governative e le organizzazioni senza scopo di lucro hanno tentato di prevenire la diffusione di malattie trasmesse dalle zanzare nei paesi in via di sviluppo spruzzando per decenni grandi aree con insetticidi. Il processo è costoso e c’è da considerare il fatto che le zanzare sviluppano una resistenza alle sostanze chimiche comunemente usate.

I droni di WeRobotics sono in via di sviluppo e l’azienda ha annunciato di voler sperimentare il suo piano nel 2018. Proverà il potenziale della tecnologia concentrandosi sulle aree a rischio del virus Zika.

Il piano di WeRobotics

WeRobotics condurrà i primi esperimenti per USAID con zanzare maschio sterilizzate tra fine anno 2017 e inizio 2018, da qualche parte in Sud America.

Gli insetti sterili rilasciati dagli zaini trasportati dagli scienziati sono difficili da diffondere su una vasta area e non possono semplicemente essere rilasciati in un unico luogo, ha detto il reporter della BBC Foxx.

WeRobotics è stata contattata dalle organizzazioni umanitarie internazionali per trovare una soluzione a questo problema.

Tanto USAID quanto WeRobotics tenteranno l’esperimento per verificare se i droni possono sostituire gli aerei convenzionali per la gestione delle popolazioni di zanzare su centinaia di chilometri quadrati. L’efficacia dei droni rispetto all’azione umana per la dispersione di zanzare maschio sterilizzate è ancora tutta da dimostrare.

 

Tenere a bada centinaia di migliaia di zanzare

Tenere a bada un milione di zanzare vive a bordo di un drone non sarà così facile come si potrebbe immaginare, senza contare la preparazione. Immaginate di imballare centinaia di migliaia di zanzare senza danneggiare le ali, le zampe. Una zanzara maschio danneggiata o morta non potrebbe, di certo, accoppiarsi con le femmine. Per tenerle a bada, l’azienda ha già pensato di sedarle durante l’operazione di trasporto conservandole in un contenitore pre-raffreddato ad una temperatura compresa tra i 4°C e gli 8°C.

Uno stato simile al sonno impedirà alle zanzare di muoversi e, quindi, di subire danni. Per far funzionare la ‘missione’, le zanzare dovrebbero essere rilasciate dai droni senza essere svegliate tutte insieme. Una soluzione sarebbe una piattaforma rotante con buchi attraverso cui le zanzare cadrebbero trascorrendo alcuni secondi in una camera di contenimento per acclimatarsi all’aria esterna, prima di essere rilasciate dai droni sveglie e pronte a volar via.

Una gran bella sfida, quella che WeRobotics lancia innanzitutto a se stessa.

Successivamente, WeRobotics intende eseguire test controllati dove gli insetti verranno contrassegnati, rilasciati e recuperati (catturati in apposite trappole) per verificare se sono sani o meno – ha concluso Klaptocz.

Date un’occhiata al video e scoprirete di più.

Fonte : Techxplore