Un gruppo di scienziati è pronto a spiccare il volo in vista dell’eclissi solare totale del prossimo 21 agosto. Il loro punto di vista privilegiato sarà a bordo di due WB-57F. Amir Caspi, scienziato della Southwest Research Institute di Boulder e il suo team si godranno lo spettacolo sorvolando a 50 mila piedi Missouri, Illinois e Tennessee, il tutto con l’ausilio di telescopi di ultima generazione.

A questa altitudine i telescopi montati sulla parte anteriore dei velivoli saranno in grado di ottenere una chiara visione dello strato esterno dell’atmosfera solare o della sua corona. Potrebbero anche ottenere immagini termiche di Mercurio, un pianeta solitamente oscurato dai bagliori del sole.

Eclissi solare consentirà anche lo studio di Mercurio

Il prossimo 21 agosto 2017 il sole scomparirà, appuntamento unico per gli studiosi di tutto il mondo. I ricercatori vogliono immagini chiare della corona, in modo da analizzare nel dettaglio gli strati esterni del sole. Per esempio, la corona può raggiungere temperature centinaia di volte superiori a quelle della superficie solare.

Space Solar Eclipse

Lo studio di questi elementi è complesso perché i brillamenti solari – causa di queste elevate temperature – sono troppo piccoli per essere identificati individualmente. Le immagini ad alta risoluzione e alta velocità che potranno essere ottenuti dai jet WB-57F potrebbero fornire dettagli molto interessanti

Con l’ausilio di immagini ad alta definizione ottenute durante l’eclissi solare totale, gli scienziati potranno analizzare la corona per comprendere meglio un fenomeno denominato Onde di Alfvén, ovvero perturbazioni del plasma che dimostrano come possano propagarsi vari tipi di onde nei fluidi carichi.

“Vediamo le prove dei nanobrillamenti ma non sappiamo esattamente dove avvengano – ha affermato Caspi – se si verificano nella parte alta della corona dovremmo vedere onde che si muovono verso il basso”. Gli scienziati intendono usare i telescopi anche per studiare le variazioni di temperatura sulla superficie di Mercurio, che oscilla tra i 427 e i 180 gradi Celsius.

Queste informazioni potranno essere utilizzate per stabilire la composizione del suolo e quando esso sia denso, risposte che faranno sule sull’origine di Mercurio e di altri pianeti rocciosi. Se tutto va secondo i piani, come fa sapere la NASA, le immagini termiche del pianeta verranno ottenute mezz’ora prima che la luna copra completamente il sole.

I ricercatori potranno anche osservare i vulcanoidi, asteroidi difficili da identificare a causa delle loro ridotte dimensioni. La sparizione della luminosità solare permetterà agli scienziati di osservare anche questi corpi, utili per capire la formazione dei pianeti.

Fonte: seeker.com