Sul finire del 2016 è stato dato ampio spazio al fenomeno delle cosiddette fake news, vero cui si sono posti i maggiori protagonisti del panorama social, identificabili nelle personalità di Facebook, Twitter, Google ed altri.

Con il 2017 sono stati rinnovati i buoni propositi per un web libero dalle notizie bufala e Facebook, in ultima analisi, ha introdotto un nuovo sistema di label volto ad etichettare le notizie false. La nuova piattaforma di segnalazione debutta in Nord America ed è attesa anche qui in Europa.

Si tratta di una soluzione che applica un’etichetta “Disputed” (Contestata) in caso di rilevamento positivo di notizia bufala. Un sistema che seguita l’annuncio di un suo rilascio voluto sul finire del 2016 e che finalmente punta in maniera diretta alla realizzazione di un web più pulito, libero da un fenomeno che negli ultimi mesi ha sollevato un vero e proprio polverone mediatico.

Come annunciato dal team Facebook di Mark Zuckerberg, le notizie che saranno etichettate come “false” non verranno cancellate, ma si offrirà, invece, un resoconto pubblico sulla natura stessa della notizia. Ovviamente. il social network non sarà il solo a fornire adeguata segnalazione agli utenti, ma ci si appoggerà anche a società di servizi di terze parti, alle quali è affidato il compito di analizzare la notizia sulla base dei feedback degli stessi utenti. Facebook Disputed

Una delle prime notizie soggette ad etichettatura è stata quella rilasciata dal “The Seattle Tribune”, che ha riferito come un device Android poco sicuro sia stato origine della fuga di informazioni della Casa Bianca. Accanto all’etichetta, inoltre, Facebook ha disposto un resoconto sui rilevamenti e, quindi, il motivo per cui la notizia è da ritenersi falsa.

Facebook non intende certo passare dalla parte del torto, motivo per cui si limiterà solamente a sottolineare la notizia contestata, spiegando il perché ma non dichiarandola esplicitamente falsa. In tal caso, il social network assume un ruolo marginale, veicolando il fast checking di gruppi di terze parti, senza assumersi perciò gli oneri di responsabilità della situazione. Per il momento, infatti, non è prevista alcuna censura o condanna. Si tratta, in buona sostanza, di un flag apposto alla notizia che ha il solo scopo di porre in essere un avvertimento sulla natura del contenuto.

Facebook fast checkingL’attribuzione di un giudizio, infatti, potrebbe essere pericoloso. Nel contesto della precedente notizia soggetta ad ammonimento, infatti, resta da verificare la natura della fonte. In tal caso, di fatto, il “The Seattle Tribune” non è una testata giornalistica vera e propria, ma un sito di satira. Vi è, infatti, una certa difficoltà nel riconoscere una notizia accreditata da una satira, ed è proprio per questo che Facebook intende adottare una linea di cautela che consenta di contestualizzare la notizia rendendola comunque disponibile.

Questi filtri giungeranno anche in Europa nel corso delle prossime settimane, quando verranno applicati anche ai canali social della Francia e della Germania. In attesa di ulteriori informazioni, vi invitiamo a dire la vostra in proposito.

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