Ormai, è ben noto, la grandissima diffusione delle piattaforme di digital delivery come Steam sta portando via una importante fetta al mercato tradizionale, quello della vendita al dettaglio (dei videogiochi “pacchettizzati”). Detto in parole povere: Il digitale sta avendo la meglio sul supporto fisico. E ci sono anche aspetti positivi come l’abbassamento dei costi dei videogiochi e il conseguente contenimento del fenomeno della pirateria. Purtroppo ci sono anche degli aspetti negativi: la crisi dei negozi specializzati che – volente o nolente – devono abbassare le saracinesche.

E se inizialmente il fenomeno colpiva solo i piccoli negozi privati, ora anche i giganti del settore devono fare i conti con il cambiamento del mercato. Un mercato sempre più orientato sul digitale. Il caso di GameStop che ha annunciato la chiusura di 150 negozi nel 2017 ne è la testimonianza inequivocabile.

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Le mosse per contrastare il fenomeno digital delivery

Il colosso americano ha provato a contrastare la concorrenza di PlayStation Now e Xbox Game Pass con la sua Pass Stagionale, una formula interessante, che permette – al prezzo non proprio popolare di 99.99 dollari – di prendere in negozio un qualsiasi gioco già acquistato da GameStop per qualsiasi piattaforma oppure riportarlo in negozio e cambiarlo con un altro titolo. La promozione è valida per tutta l’estate, e alla fine della stagione sarà possibile tenere il gioco a cui si sta giocando.

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150 negozi sono circa il 2/3% del totale dei punti vendita a livello mondiale di GameStop, ma si tratta comunque di un dato significativo e di un campanello d’allarme molto importante e da non sottovalutare.