Il farmaco intelligente anche in Italia

E’ stato definito il “farmaco intelligente” ed effettivamente lo è. Tanto che la US Food and Drug Administration aveva concesso l’approvazione all’anticorpo in grado di aggredire le cellule neoplastiche, evitando e non intaccando quelle sane.

Il trattamento dei pazienti con carcinoma metastatico delle cellule Merkel (MCC), compresi quelli che non hanno ricevuto precedenti cicli di chemioterapia, oggi potrebbero avere un’alternativa in più. Avelumab è il primo trattamento approvato dalla FDA per le MCC metastatiche e la prima malattia per cui il farmaco è stato approvato per il trattamento.

Una forma rara e aggressiva di cancro della pelle, MCC, è 35 volte meno comune del melanoma, ma in media è circa tre volte più probabile che sia mortale. Fino ad ora, non esistevano terapie sistemiche approvate dalla Food and Drug Administration per questo cancro e nessuna terapia approvata una volta che il cancro si fosse diffuso.

Il farmaco intelligente anche in Italia

A Tom Judd, un uomo residente vicino a Portland, in Oregon, fu diagnosticato un cancro mortale per cui non esisteva alcun farmaco approvato. Dopo che gli fu diagnosticato l’MCC nel 2013, il suo cancro si sparse per tutto il corpo, crescendo fino a quando non ha interferito pericolosamente con la funzione degli organi. All’inizio del 2015, la malattia lo aveva quasi ucciso, nonostante un intervento chirurgico, la radioterapia e la chemioterapia. Poi, si è iscritto ad una sperimentazione clinica, ricevendo la prima di molte somministrazioni del nuovo farmaco immunitario – avelumab. Entro sei settimane dalla prima somministrazione, più di un terzo del cancro presente su tutto il corpo era scomparso. E, oggi, più del 90% della massa tumorale è scomparsa.

Avelumab (nome di marca Bavencio) è divenuta la prima terapia sistemica approvata dalla FDA per l’MCC e il primo trattamento approvato per quello metastatico. Il dott. Paul Nghiem, ricercatore affiliato della Divisione Clinical Research di Fred Hutch, e George F. Odland, investigatore senior sulla sperimentazione clinica che ha portato all’approvazione della FDA, sono esperti di MCC e pionieri dell’immunoterapia per la malattia.

L’approvazione come terapia di prima e seconda linea “è un grosso problema“, ha dichiarato Nghiem. Il suo lavoro fondamentale sul ruolo delle cellule immunitarie nell’MCC ha aperto la strada alle prove di immunoterapia nella malattia, tra cui una che conduce ad un altro farmaco immunoterapico con un meccanismo di azione simile (Keytruda).

Nel nostro Paese, questo farmaco di prima linea è stato approvato a giugno scorso. Questo sarà in grado di curare alcune neoplasie del polmone, incluse quelle che non possono essere operate – ovvero quelle diffuse e metastatiche. Una “rivoluzione”, come è stata definita in campo medico, poichè si tratta di un’arma selettiva e capace di colpire esclusivamente le cellule neoplastiche, senza indebolire o annientare anche quelle sane.