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La Cina ha intenzione di costruire una base spaziale sulla superficie lunare nell’immediato futuro con la partecipazione di vari partner internazionali. La nazione Asisatica, sta ora cercando di collaborare con l’Agenzia spaziale europea (ESA, European Space Agency, l’agenzia che è incaricata di coordinare i progetti spaziali di ben 22 paesi europei).

L’obiettivo della grande Cina è quello di utilizzare questa “missione lunare” come trampolino di lancio per future missioni su Marte; ad annunciare il programma dell’agenzia spaziale cinese, CNSA – China National Space Administration, è stato proprio il segretario generale a Pechino, Tian Yulong, durante la ‘Giornata dello Spazio’ tenutasi a Xi’an, capitale della provincia di Shaanxi, lo scorso 24 Aprile.
Tian Yulong, durante il suo resoconto con i media locali non ha fornito dettagli approfonditi, ma ha fatto capire la serie intenzione da parte della Cina di voler collaborare con l’Agenzia Spaziale Europea, la quale ha da poco lanciato il progetto di un “Moon Village”, descritto come possibile base internazionale da cui far partire le future missioni per il pianeta Rosso.

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L’annuncio è stato accolto con estrema cautela dall’ESA, che ci tiene subito a precisare che, per il momento, non vi sono stati accordi di intesa concretizzati.
Alcuni portavoce dell’Agenzia Spaziale Europea hanno commentato che: “Attualmente la Cina ha un programma di missioni lunare decisamente ambizioso, con missioni molto concrete. Stiamo guardando al futuro, a potenziali missioni cinesi, in vista di una potenziale collaborazioni”.
Johann-Dietrich Worner, direttore generale dell’ESA, ha inoltre specificato che “costruire una base lunare, il cosiddetto ‘Moon Village’, è ancora un sogno, anche se un sogno molto concreto e animato dalla stessa passione che negli anni ’60 ha portato il primo uomo sulla Luna.”

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Costruire un villagio scientifico di portata internazionale sulla Luna, per svolgere attività di ricerca, sviluppo e ricognizione è un’idea condivisa da molte nazioni, inclusa l’Italia. Sarà di fondamentale imporantanza per poterci avvicinare sempre più alle missioni su Marte.
Anche l’Italia ha fatto sentire la sua opinione a riguardo, ad esprimersi è stato Roberto Battiston, il presisdente dell’ASI – Agenzia Spaziale Italiana: “In questa fase tutti discutono con tutti, ma sul progetto della base lunare Moon Village non c’è ancora un progetto concreto” – e aggiunge – “si sta semplicemente discutendo sul da farsi nel momento in cui si concluderà la l’esperienza della Stazione Spaziale Internazionale”.

Nel frattempo, in attesa di una vera e propria spedizione, si progettano le missioni con l’obiettivo di riportare sulla Terra campioni del suolo lunare.
L’ultima fu quella della “Luna 24”, una sonda russa che atterrò sulla luna nel 1976. Da allora, sulla Terra sono arrivati alcuni campioni di ateroidi. Attualmente si attente il “via libera” per una missione “Mars Sample Return”, di cui ancora non è stata decisa la data, che avrà il compito di riportare sul nostro pianeta rocce e pezzi di terreno di Marte.

I cinesi, invece, sono pronti a decollare, con una delle missioni più importanti e atteste del 2017!

Sicuramente vi ricorderete della missione del “Luna 24”, l’ultima missione del programma russo di sonde “Luna”, che qui in Italia chiamavamo “Lunik” creando una crasi tra i termini Luna e Sputnik, e bene da quella missione fino ad oggi nessun campione lunare è ritornato sulla Terra a fare compagnia a quelli raccolti dal “Luna 24” e agli altri 384 chilogrammi che furono raccolti dagli americani durante le leggendarie missioni ‘Apollo’.
Fortunatamente, ci hanno pensato i cinesi, infatti nella seconda metà di Novembre di questo anno, il razzo vettore Lunga Marcia 5, decollerà da Wenchang (base spaziale della CNSA, situata nell’Isola di Hainan), per far arrivare sul suolo lunare la sonda Chang’è 5, la quarta sonda che prende parte al fortunato programma spaziale cinese di sonde lunari.

 

CNSA - China National Space Administration
La Chang’è 5, avrà il compito di riportare sulla terra circa 2 kg di campioni di suolo selenico. Atterrerà nella parte nord-orientale della pianura dell’Oceano delle Tempeste (Oceanus Procellarum), proprio nella zona in cui allunarono gli astronauti dell’apollo 12, Alan Bean e Pete Conrad, nel lontano 1969.
Durante la missione una sonda principale orbiterà intorno alla Luna e da qui verrà rilasciato un ‘modulo’ di atterraggio lunare. I campioni di suolo selenico verranno raccolti con l’aiuto di una speciale trivella, inclusa nel modulo lunare, dopodiché decollerà un modulo di risalita che effettuerà un aggancio in orbita con la sonda orbitante.
La capsula che fungerà da modulo di rientro, dedicata al rientro sul pianeta Terra lascerà l’orbita lunare per dirigersi vero la Terra. E’ previsto che atterrerò in Mongolia (a circa 5000 km dalla superficie) e sgancerà il modulo di rientro a Siziwang, situata nella contea cinese.

Nel 2018, verrà lanciato Chang’è 4 per portare a compimento un altro primato, un atterraggio sul lato nascosto del nostro satellite naturale.

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