sistema-solare

Google non serve solo per trovare video di gattini su Internet. La tecnologia di apprendimento automatico del gigante della ricerca sta anche aiutando a trovare pianeti al di fuori del nostro sistema solare, nell’universo. La NASA ha rivelato infatti la scoperta di un pianeta extrasolare caldo, chiamato Kepler-90i, grazie all’utilizzo di una rete neurale di Google in grado di identificare i pianeti in base ai dati del telescopio spaziale Kepler dell’agenzia spaziale. 

Questo è l’ottavo pianeta scoperto nel sistema Kepler-90, che lo lega al nostro sistema solare per avere lo stesso numero di pianeti attorno a una singola stella. Kepler-90 è una stella simile al Sole, situata a circa 2.545 anni luce da noi.

Prima della conferenza stampa di giovedì, sapevamo già che Christopher Shallue, capo ingegnere informatico di Google AI e l’astronomo dell’Università del Texas, Andrew Vanderburg, avevano lavorato sull’uso delle reti neurali per identificare meglio i pianeti con l’uso dei dati di Kepler. La rivelazione di giovedì mostra, per la prima volta, che il concetto funziona.

sistema-solare

Shallue ha spiegato che la rete neurale utilizzata per la scoperta è molto simile a quella utilizzata da Google per identificare cani e gatti in Google Foto. “L’apprendimento automatico brilla davvero in situazioni in cui ci sono così tanti dati che gli esseri umani non possono cercare da soli“, spiega.

Il telescopio Kepler della NASA è stato lanciato nel 2009 in una missione per cercare pianeti extrasolari e da allora ha raccolto prove di pianeti che potrebbero ospitare la vita extraterrestre. Kepler individua gli esopianeti grazie ad una diminuzione della luminosità mentre il pianeta transita di fronte all’orbita della sua stella. Quando Kepler scopre quello che potrebbe essere un pianeta, gli astronomi si mettono al lavoro per verificare le osservazioni. Finora, gli scienziati hanno confermato circa 2.500 esopianeti, 30 dei quali potenzialmente simili alla Terra situati a distanze dalle loro stelle da renderli abitabili e dove potrebbe esistere acqua liquida.

I ricercatori hanno insegnato alla rete neurale ad identificare i pianeti fornendogli informazioni da 15.000 segnali del catalogo di Kepler che sono già stati esaminati dagli scienziati. La rete neurale ha anche scoperto un altro esopianeta, il Kepler-80g, delle dimensioni della Terra, il sesto pianeta trovato nel sistema Kepler-80. Vanderburg dice che l’aspettativa è quella di trovare più stelle che contengano diversi pianeti e che Kepler-90 abbia persino più di otto pianeti.

I ricercatori continueranno a perfezionare la rete neurale e prevedono di utilizzarla per studiare il set di dati completo di Kepler, che include le informazioni raccolte da oltre 150.000 stelle. Dovremo aspettare molte altre interessanti scoperte da parte del telescopio. È possibile che, presto, saluteremo il record del nostro sistema solare ora legato al maggior numero di pianeti attorno a una singola stella.