Google sta finanziando un’intelligenza artificiale che, nel 2018, sarà in grado di fornire ai mezzi di comunicazione circa 30 mila storie/contenuti al mese. Una notizia che giornalisti e blogger di tutto il mondo non dovrebbero trascurare. In realtà, l’idea di questo progetto chiamato Radar non dovrebbe spaventare nessuno, anche se è certamente un passo più vicino verso quel futuro (si spera lontano) in cui i media potranno essere dominati dalle macchine. 

La Press Association britannica ha ricevuto 622.000 sterline per un finanziamento al fine di eseguire il programma Radar, Reporter e Data e Robot. Come spiegato da Pete Clifton, redattore di PA:

“Il progetto beneficerà di centri di comunicazione stabiliti, editori indipendenti e blogger locali. I giornalisti qualificati rimarranno vitali nel processo, ma Radar ci permette di sfruttare l’intelligenza artificiale per scalare un volume di storie locali che sarebbe impossibile fornire manualmente.”

L’agenzia, dunque, ha spiegato che il progetto, finanziato da Google, utilizzerà i “giornalisti umani” nel processo. Quando sarà lanciato nel 2018, almeno cinque giornalisti svolgeranno lavori di supervisione e utilizzeranno fonti di dati ufficiali per automatizzare i rapporti AI sulla salute, la criminalità, l’occupazione e altre questioni che non sono state rivelate. 

Per avere un’idea del “DNA” con cui nasce Radar, questo si tratta di un progetto volto a fornire un flusso continuo di contenuti già preparati per i siti di news più piccoli. Secondo la sua descrizione ufficiale:

“Utilizzando una combinazione di competenze redazionali e di automazione applicate alla crescente offerta di dati e alla sofisticazione degli strumenti di distribuzione, RADAR fornirà un miglioramento significativo dell’ecosistema locale di notizie digitali. Esso darà una notevole spinta all’industria locale dei media in un momento in cui i bilanci sono sotto pressione crescente, anche se l’interesse pubblico per le news locali è quanto mai alto.”

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Peter Clifton stesso ha voluto sottolineare che la categoria dei giornalisti non dovrebbe preoccuparsi, dal momento che i professionisti non saranno mai obsoleti. Sicuramente, però, c’è una componente inquietante di quello che un insieme di algoritmi può oggi raggiungere. Passerà ancora del tempo prima che una macchina possa costruire notizie “umane”, ma il giorno si avvicina. Nel frattempo, il Radar sarà in grado di generare automaticamente grafica, video e immagini da aggiungere alle storie. Questo, qualche anno fa, era impensabile.