L’Intelligenza Artificiale renderà più probabile e attuabile il prossimo “rinascimento tecnologico”. Anche se è già in grado di operare alcune cose straordinarie, è ancora in fase rivoluzionaria. Ma ciò non impedisce alle persone di fare alcune previsioni intriganti.

John McNamara, inventore senior per l’Innovation Center Technologist Lead presso IBM, ha dato di recente evidenza alla all’intelligenza artificiale. Ed ha affermato che, nel 2040, delle nanomacchine verranno iniettate nelle nostro normale flusso di sangue, creando di fatto un uomo-macchina che vivrà di realtà aumentata. “Queste forniranno enormi vantaggi medici, come la possibilità di riparare i danni alle cellule, ai muscoli e alle ossa“, ha spiegato, aggiungendo che potrebbero finire per migliorare i quadri biologici originali. “Oltre a questo, utilizzando la tecnologia che è già stata esplorata oggi, assisteremo alla creazione di tecnologie che possono fondere il biologico con le tecnologie stesse“.

Quello che lo studioso spiega come avanzamento sta a significare che potremo “migliorare direttamente la capacità cognitiva umana, potenzialmente offrendo capacità mentali notevolmente migliorate, oltre a poter utilizzare grandi quantità di potenza di calcolo per aumentare i nostri processi di pensiero“.

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Una possibilità che potrebbe intimorire visto che, con le nanomacchine, saremo in grado di connetterci e di interagire con i nostri pensieri, controllare la nostra casa, l’auto, la tv, il computer e molto altro. A questo punto, si potrebbe pensare che queste previsioni possano essere un po’ irrealistiche, nel senso che sono possibili, ma non entro un breve periodo di tempo. Sì, il 2040 è lontano, e la nebbia dell’incertezza è vincolante per quella distanza temporale. Se prendiamo queste previsioni come guida generale per dove ci stiamo dirigendo, allora possiamo stare sicuri di poter essere d’accordo sul fatto che siamo in un futuro molto strano ed emozionante, non importa come sia il presente. 

Tuttavia, avverte anche, dobbiamo prestare attenzione all’intelligenza artificiale controllata dai capi delle grandi organizzazioni. “Se le tecnologie AI sono autorizzate a superare le norme e le regolamentazioni esistenti, ciò è probabilmente utile alle corporazioni a scapito dei singoli lavoratori“.