Cinque anni dopo la sua discesa su Marte, Curiosity si appresta a festeggiare. E lo fa con grandi scoperte, come ci ha abituati a fare. La notte del 5 agosto 2012, il robot a “forma di macchina spaziale”, dopo un atterraggio drammatico e straziante, si è “sistemato” dolcemente sulla superficie del pianeta rosso. Un atterraggio reso possibile grazie ad una “gru dal cielo” alimentata da razzi. Il successo di questa manovra senza precedenti (e apparentemente improbabile) ha scatenato emozioni al Mission Control del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA a Pasadena.

Il rover Curiosity è sbarcato su Marte alle 10.17 p.m. PDT del 5 agosto, quando da noi era già il 6 agosto. Il segnale del suo successo raggiunse la Terra 14 minuti dopo aver attraversato i 154 milioni di miglia tra Marte e il nostro pianeta. A poche settimane dal suo arrivo nei pressi del Cratere Gale, lungo 154 chilometri, il rover ha subito iniziato ad inanellare successi. Per prima cosa, infatti, ha iniziato a percorrere quello che potrebbe essere un antico percorso d’acqua. E, poco dopo, gli scienziati della missione hanno rivelato che migliaia di anni fa una zona vicina, chiamata Yellowknife Bay, era parte di un lago che avrebbe potuto sostenere la vita microbica.

Ma non è qui che finisce la storia di Curiosity. Il rover ha continuato a raccogliere dettagli sull’antico ambiente del Cratere del Gale – lavoro che ha portato ad un’altra eccitante scoperta, altrettanto stupefacente della prima: ambienti abitabili persistevano su Marte e per almeno milioni di anni.

Curiosity ha poi lavorato vicino al suo sito di atterraggio sulla superficie di Gale per il suo primo anno su Marte. Il rover, alimentato in modo nucleare, ha iniziato una fase di “trekking” di 8 km verso il massiccio Monte Sharp, che sorge a circa 5,5 km dal centro di Gale. I contrafforti della montagna erano da tempo la principale destinazione scientifica di Curiosity, anche prima del lancio del rover nel novembre 2011. I membri del team della missione hanno voluto che il robot a sei ruote procedesse attraverso le zone inferiori del monte Sharp, studiando i livelli di roccia per indicare la passata stagione di Marte, ovvero da un mondo storico relativamente caldo e bagnato a quello freddo e arido di oggi.

E questo è quello che sta facendo negli ultimi tre anni. Il robot ha scalato circa 180 metri, ha perforato e prelevato il campionamento, studiando numerose rocce che fanno parte di una divisione geologica che gli scienziati della missione chiamano la Formazione Murray. Curiosity ha scoperto che la maggior parte di questa roccia è a grana fine – i depositi classici dei laghi. Questi depositi, sulla Terra, in genere richiedono milioni di anni per accumularsi, portando il team a concludere che il lago di Gale Crater sia di lunga durata. Sulla base dei primi risultati, quel lago può essersi formato solo per circa 100 o 1.000 anni al minimo.

Curiosity ha già superato il periodo della sua garanzia. La missione di 2,5 milioni di dollari del rover è stata originariamente pianificata per durare solo due anni. Ma non c’è motivo di pensare che non sarà in grado di alimentarsi altri tre anni sul pianeta rosso. Il rover è in buona forma in generale.

Ma un “problema di salute” continua ad affliggere Curiosity: non è stato più in grado di utilizzare il suo trapano dal dicembre 2016. Un duro colpo, questo, perché il trapano consentiva al robot di accedere agli interni incontaminati delle rocce e, quindi, affondare negli ambienti antichi del pianeta. Senza questa possibilità, il rover è principalmente limitato all’analisi di materiali superficiali come la sabbia, che è stata modellata e modificata nel passato recente.