Vivere su Marte, da tempo l’uomo si interroga circa questa possibilità, ma la nostra razza riuscirebbe ada adattarsi a un simile scenario. Samuel Payler dell’Centro Britannico di Astrobiologia presso Edimburgo e altri cinque ricercatori hanno curato un progetto volto a evidenziare gli effetti psicologici dell’isolamento sugli astronauti e ne è emerso un quadro complesso.

Otto mesi per sperimentare uno stile di vita a quello del Pianeta Rosso, certo, non si tratta di vivere su Marte ma comunque lo studio è stato utile per evidenziare eventuali criticità. Venerdì scorso Elon Musk ha fornito aggiornamenti circa il suo piano di colonizzare il pianeta, durante l’International Astronautical Congress che si è tenuto ad Adelaide. Ma quanto manca per raggiungere il grande obiettivo?

Vivere su Marte sarà difficile, a partire dall’atterraggio

Richard McGuire junior della NASA ritiene che i problemi siano molti, a cominciare dall’atterraggio. Uno spacecraft dovrebbe infatti attraversare l’atmosfera del pianeta, serve un mezzo più leggero possibile per non correre rischi al momento dell’impatto con la superficie, dovremmo fare a meno di elementi quali paracadute ed airbags.

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Moduli abitativi

Musk dichiara di volere stabilire una colonia umana su Marte entro il 2050, ma come sarà fatta questa città extraterrestre? La NASA ha presentato un concept, “ice home”, cupole gonfiabili ricoperte di ghiaccio per difendere le persone al suo interno dalle elevate temperature e dalle radiazioni.

Questa sorta di strani “igloo”, secondo i piani, dovrebbe contenere una cucina, un’area per il tempo libero, una libreria e un orto per coltivare vegetali. A detta della NASA, queste case saranno in ghiado di gonfiarsi da sole e di ricoprirsi con il ghiaccio estratto dal suolo marziano nell’arco di 400 giorni terrestre.

Cibo e acqua approvvigionamento su Marte

Sono state recentemente rilevate nuove tracce di acqua nel suolo marziano, l’approvvigionamento idrico è aspetto di non poco conto. L’acqua può essere estratta dal suolo marziano scaldando la superficie finché non avviene l’evaporazione. Il cibo che porteremo con noi dalla Terra sarà utile solo come “razione d’emergenza”, questo significa che gli astronauti dovranno produrre nutrimento in loco.

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Questi processi avverranno proprio nelle “ice homes”, grazie all’impiego di illuminazione artificiale è possibile coltivare patate sul Pianeta Rosso, un po’ come fa Matt Damon nel film di Ridley Scott “The Martian”. Vicky Kloeris, scienziato alimentare della NASA, afferma che la scarsa varietà del menu marziano potrebbe essere un grande problema. E’ anche verosimile l’impiego di alghe e insetti come parte della dieta marziana.

Salute su Marte

Nel 2011 sei uomini hanno trascorso ben 520 giorni in una capsula senza finestre in Russia, una simulazione che ha evidenziato dati preoccupanti. Quattro persone su sei hanno avuto a che fare con problemi debilitanti legati al sonno, compreso un membro del gruppo che viveva giornate di 25 ore, dunque ogni due settimane arrivava a credere di essere in mezzo alla giornata mentre per gli altri si trattava del cuore della notte.

Ai problemi legati al sonno, bisogna tenere presente il quadro completo riguardante la salute. Un sondaggio condotto nel Regno Unito dal National Geographic ha rivelato che circa una persona su tre (campione di 2000 persone) considererebbe la possibilità di vivere su Marte per un periodo. Queste persone però non conoscono i potenziali rischi cerebrali di questa “gita”.

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I raggi cosmici mettono a repentaglio la vita degli astronauti, qualsiasi missione verso Marte prevede la forte esposizione a radiazioni che hanno causato danni cognitivi ai roditori usati come cavie, lecito pensare che gli stessi effetti si possano verificare sull’uomo. Inoltre, i raggi galattici in questione fanno aumentare sensibilmente il rischio di cancro.

Problematiche anche legate alla perdita di densità ossea e muscolare, tuttavia anni di ricerca condotti dalla NASA sembrano aver risolto – almeno parzialmente la questione. Medicinali analoghi a quelli utilizzati dallo staff a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e un intenso esercizio fisico possono contenere i danni.

Tra le varie criticità, impossibile non menzionare le difficoltà legare all’essere così lontani da casa. Pensiamo ad esempio alla Luna, dalla superficie del nostro satellite la Terra è visibile perfettamente. Per chi dovesse trovarsi su Marte invece il nostro pianeta non sarebbe altro che un puntino nel cielo.

Nicki Kanas e Dietrich Manzey, studiosi di psicologia e psichiatria, ritengono che tali distanze possano originare vari disturbi, tra i quali ansia, depressione, intenti suicidi, sintomi psicotici e allucinazioni. Per arrivare su Marte, utilizzando l’attuale tecnologia, servono almeno due anni di viaggio, il genere umano non ha mai affrontato una sfida simile.