minority report 15 anni tom cruise tecnologie

Minority Report ha 15 anni, il film diretto da Steven Spielberg ha stabilito alcuni standard per quanto riguarda l’estetica tecnologica e ha anticipato elementi tech che negli anni successivi si sarebbero concretizzati.

Tom Cruise protagonista nei panni di John Anderton, responsabile della sezione Precrimine, impegnata a far sì che i delitti vengano evitati prima di concretizzarsi. Un’opera distopica, che però ha molto da raccontare sul mondo che stiamo attualmente vivendo. Scopriamo insieme le cinque previsioni indovinate da Spielberg.

Buon compleanno, Minority Report

Minority Report non è solo un thriller sci-fi ricco di azione e colpi di scena, ma una sorta di cartolina dal futuro. Dal giugno 2002, mese di uscita della pellicola (che comunque in Italia è arrivata due mesi dopo), sono cambiate tante cose e il 2054 immaginato da Spielberg assomiglia al 2017 molto più quanto crediamo.

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Negli ultimi anni le auto a guida autonoma sono diventate realtà, l’autopilot di Tesla riesce a evitare incidenti in maniera naturale, uno scenario che qualche tempo fa sembrava irrealizzabile e proprio, per l’appunto, di un film sci-fi. Tutti i colossi automotive stanno puntando forte su questa tecnologia, che nel giro di pochi anni è destinata a conquistare le nostre strade. Minority Report aveva previsto questo trend.

Il sistema di Minority Report era basato sulle visioni dei precog, persone provviste di doti speciali che gli consentono di vedere nel futuro per evitare i crimini. Vi chiederete in che modo ci siamo avvicinati a tale scenario, la Carnagie Mellon University ha lavorato a un progetto che per certi versi lo ricorda. Niente indovini, niente santoni, ma un software predittivo denominato CrimeScan. Algoritmi predittivi che aiutano la polizia ad anticipare i criminali.

Pensando a questa pellicola tutti abbiamo in mente l’immagine di Tom Cruise, intendo a operare su uno schermo gigante con semplici gesti, spostando le icone e svolgendo operazioni in maniera intuitiva. Le gesture ormai sono una cosa accessibile, interfaccia multi-touch su tante piattaforme, la stessa Xbox – tramite il sistema Kinect consente di giocare senza l’ausilio di periferiche, bastano mani e il resto del corpo. E non dimentichiamoci degli schermi touch, tratto comune di tutti i nostri dispositivi mobili.

Passiamo ora al riconoscimento facciale, tecnologia che già dal 2011 l’FBI usa abitualmente grazie a un database composto da circa 500 milioni di immagini che consentono di identificare buona parte della popolazione. Minority Report ci presenta anche tecnologie di riconoscimento ottico, pure in questo ormai la realtà ha superato la fantasia, i nostri device ormai riconoscono le impronte digitali e l’iride dell’utente.

 

Se ricordate bene Minority Report – che comunque vi consigliamo di riguardare – avrete in mente la presenza invasiva di inserzioni pubblicitarie, spot che seguono persone ovunque, rivolgendosi per nome al successo. In questo caso, non bisogna volare lontano con la fantasia, le inserzioni presenti on-line tengono nota del nostro comportamente su internet.

Fonte: ansa.it