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Nemesis, la teoria della fine del mondo a ottobre 2017

Le teorie della cospirazione le danno credito: Nemesis ci distruggerà a ottobre

Nemesis torna a far parlare di sé. Se pensavamo che con il 2017 ce la saremmo scampata, la teoria dell’Apocalisse fa capolino nuovamente, senza lasciare stati d’animo sereni. David Meade, autore del libro “Planet X – L’arrivo del 2017“, afferma che “una stella oscura, più piccola del nostro Sole, che ospita sette corpi orbitanti, alcuni più piccoli della nostra Luna e un paio di essi più grandi della nostra Terra” è attualmente in corsa verso il nostro sistema solare.

Questo è quanto afferma Meade. Uno dei sette corpi attualmente in orbita sulla stella oscura Nemesis è Nibiru, anche noto come Planet X. Se siete tra quanti guardano con interesse alle teorie della cospirazione spaziale, probabilmente almeno una volta avete sentito parlare di Nibiru.

Le voci del misterioso corpo, che potrebbe abbattersi inesorabilmente verso il nostro sistema solare con un’orbita oblunga che, incidentalmente, viene mantenuta nascosta dalla nostra visione, sono state sempre presenti in Internet da anni. Sebbene in maniera disomogenea, visto che la minaccia pare essere concreta in alcuni momenti anziché in altri.

Se conosciamo il pianeta X o meno, potremmo carezzare l’idea di aggrapparci alla teoria di Meade, secondo il quale questo rischio potrebbe scontrarsi con la Terra ad ottobre di quest’anno, portando con sé la madre di tutti i cataclismi apocalittici. Se questi sono i presupposti, perché la NASA, su tutta questa storia, non parla della stupefacente “stella della morte” e dei sette pianeti killer?

La risposta prova a darla, ancora, Meade, secondo il quale Nemesis e Nibiru sono difficili da individuare a causa dell’angolo con cui il loro sistema si sta avvicinando alla Terra. “Questo sistema, naturalmente, non è allineato con l’eclittica del nostro sistema solare, ma sta arrivando da un angolo obliquo e verso il nostro Polo Sud“, spiega Meade. “Questo rende difficili le osservazioni, a meno che non si vola ad un’alta quota in Sud America con un’ottima macchina fotografica“. Ma per questo dovrebbero esserci i telescopi!

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