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Neowise, 97 nuovicorpi celesti individuati dalla NASA: 10 sono pericolosi

Neowise è il progetto della NASA che ricerca ed osserva tutti i corpi celesti potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta

Niente paura, non stiamo per morire tutti. Ed allo stesso modo non ci sarà nessun grosso asteroide fiammante da osservare ad occhio nudo nel cielo delle prossime settimane. Neowise è un progetto della NASA che ricerca e monitora tutti i corpi celesti che possono entrare all’interno del campo gravitazionale della terra. Sembra che la porzione di spazio in cui si trova il nostro pianeta sia vagamente affollata, infatti solo nell’ultimo anno sono stati censiti 97 corpi celesti che potrebbero avvicinarsi, in futuro al nostro pianeta, tanto da costituire una potenziale minaccia. Si tratta nella fattispecie di 5 comete, 67 asteroidi e 28 Neos (Near Earth Object, ovvero asteroidi e comete la cui traiettoria è stata deviata dal campo gravitazionale di altri pianeti, tanto da farli passare molto vicini al nostro pianeta).

Dieci di questi Neos sono stati considerati potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta. Questo non vuol dire che un asteroide di questi dieci potrebbe colpirci, ma che, in ogni caso, alcuni di questi corpi celesti potrebbero entrare all’interno del nostro sistema solare, e venire influenzati dall’attrazione gravitazionale del nostro, o di altri pianeti.

oggetti a rischio di impatto con la terra

All’interno del programma Neowise è compreso lo studio dell’asteroide Apophis, un corpo celeste enorme (350 metri di diametro) che arriverà così vicino al nostro pianeta da venire influenzato dall’attrazione gravitazionale.

Apophis è l’asteroide che, quando venne scoperto nel 2004, aveva quasi il 3% delle possibilità di scontrarsi con il nostro pianeta nel 2029. Fortunatamente i nuovi calcoli del 2013 hanno totalmente escluso questa possibilità. L’asteroide però passerà così vicino alla terra da poter essere studiato a fondo. Un progetto del Mit ha lo scopo di mandare una sonda sull’asteroide per monitorarlo e studiarlo a fondo, con lo scopo di ideare una strategia difensiva nel caso in cui un gigante simile dovesse effettivamente minacciare il nostro pianeta.

Quella del 2029 non sarà in realtà la prima missione dedicata ad esplorare la superficie di un asteroide. Nel 2003 la sonda Hayabusa aveva prelevato dei campioni dall’asteroide Itokawa; la missione ebbe successo e la sonda rientrò sulla terra nel 2010, portando con se dei campioni di asteroide datati 8 milioni di anni. Chissà Apophis cosa avrà da raccontarci.

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