Questa sequenza mostra come il nucleo della cometa C/2014 UN271 (Bernardinelli-Bernstein) sia stato isolato da un vasto guscio di polvere e gas che circonda il nucleo solido ghiacciato. Sulla sinistra c'è una foto della cometa scattata dalla Wide Field Camera 3 del telescopio spaziale Hubble della NASA l'8 gennaio 2022. Un modello della chioma (immagine centrale) è stato ottenuto adattando il profilo di luminosità della superficie assemblato dall'immagine osservata sulla sinistra. Ciò ha consentito di sottrarre il coma, svelando il bagliore puntiforme dal nucleo. In combinazione con i dati del radiotelescopio, gli astronomi sono arrivati ad una misurazione precisa delle dimensioni del nucleo. La sua dimensione deriva dalla sua riflettività misurata da Hubble. Si stima che il nucleo sia nero come il carbone. L'area del nucleo è ricavata dalle osservazioni radio. Ph. Credit: Scienza: NASA, ESA, Man-To Hui (Università della Scienza e della Tecnologia di Macao), David Jewitt (UCLA); Elaborazione delle immagini: Alyssa Pagan (STScI)

Soltanto qualche giorno fa, esattamente il 12 aprile, la comunità scientifica ha annunciato che BB è la più grande cometa proveniente dalla Nube di Oort mai scoperta. Il nucleo della cometa C/2014 UN271 (Bernardinelli-Bernstein), il vero nome di BB, è infatti largo circa 120 km, quasi il doppio della cometa Hale-Bopp.

E sembra proprio che BB abbia una gran voglia di farsi osservare in tutto il suo splendore. La gigantesca cometa si sta infatti dirigendo, alla velocità di 35.400 km/h, verso le regioni interne del Sistema Solare. Ma la NASA afferma che non avremo nulla da temere in quanto C/2014 UN271 (Bernardinelli-Bernstein), non si spingerà oltre Saturno e non prima del 2031.

 

La scoperta di BB nel 2014

La scoperta di questo straordinario corpo celeste, si deve ai due astronomi dell’Università della Pennsylvania Pedro Bernardinelli e Gary Bernstein che l’hanno individuata esaminando le immagini del Dark Energy Survey dal 2014 al 2018, mentre erano alla ricerca di oggetti transnettuniani.

Le prime stime sulle sue dimensioni, all’epoca della scoperta, ipotizzavano un diametro del nucleo cometario tra 100 e 370 km. Ma grazie alle nuove immagini i ricercatori hanno ristretto il campo affermando che BB dovrebbe avere un diametro tra 105 e 140 km, quindi circa il doppio delle dimensioni della cometa Hale-Bopp, e persino più larga della precedente detentrice del record, la cometa C/2002 VQ94 (LINEAR), con i suoi 100 km di diametro massimo.

Questo diagramma confronta la dimensione del nucleo ghiacciato e solido della cometa C/2014 UN271 (Bernardinelli-Bernstein) con quella di molte altre comete. La maggior parte dei nuclei delle comete osservati sono più piccoli della cometa di Halley. La cometa C/2014 UN271 è attualmente detentrice del record per le grandi comete. Ph. Credit: NASA, ESA, Zena Levy (STScI)

La prima scoperta della cometa risale dunque al 2014, ma successivamente abbiamo notato che BB appariva già nei dati di alcune immagini del 2010. Allora si trovava a 4,8 miliardi di km dalla Terra, ben al di fuori del Sistema Solare. Ora si è avvicinata a noi di circa un miliardo e seicentomila chilometri, ma rimane ancora fuori dal nostro Sistema Planetario.

 

Le nuove stime sul diametro della cometa: un nuovo record

Il nucleo della cometa sta già perdendo gas e polvere all’ impressionante velocità di circa 1.000 kg/s. Una tasso di perdita davvero importante, anche se i ricercatori non ne hanno ancora certezza. E sarebbe stata proprio questa voluminosa perdita di gas e polvere provenienti da un corpo così distante, che ha spinto il team di ricerca a provare a misurare quello che sospettavano fosse un enorme corpo cometario.

La ricerca è stata guidata da Man-To Hui dell’Università di Scienza e Tecnologia di Macao, il quale ha affermato che si tratta davvero di “un oggetto straordinario, visto quanto è attivo quando è ancora così lontano dal sole. Immaginavamo che la cometa potesse essere piuttosto grande, ma avevamo bisogno dei migliori dati per confermarlo.”

E per riuscire nel suo intento, Hui ed il suo team hanno utilizzato la Wide Field Camera 3 del telescopio spaziale Hubble per scattare cinque foto della cometa. Le foto sono state scattate l’8 gennaio 2022. Grazie a queste immagini i ricercatori hanno potuto individuare il nucleo cometario sullo sfondo del bagliore della chioma e delle code della cometa.

Questa sequenza mostra come il nucleo della cometa C/2014 UN271 (Bernardinelli-Bernstein) sia stato isolato da un vasto guscio di polvere e gas che circonda il nucleo solido ghiacciato. Sulla sinistra c’è una foto della cometa scattata dalla Wide Field Camera 3 del telescopio spaziale Hubble della NASA l’8 gennaio 2022. Un modello della chioma (immagine centrale) è stato ottenuto adattando il profilo di luminosità della superficie assemblato dall’immagine osservata sulla sinistra. Ciò ha consentito di sottrarre il coma, svelando il bagliore puntiforme dal nucleo. In combinazione con i dati del radiotelescopio, gli astronomi sono arrivati ad una misurazione precisa delle dimensioni del nucleo. La sua dimensione deriva dalla sua riflettività misurata da Hubble. Si stima che il nucleo sia nero come il carbone. L’area del nucleo è ricavata dalle osservazioni radio. Ph. Credit: Scienza: NASA, ESA, Man-To Hui (Università della Scienza e della Tecnologia di Macao), David Jewitt (UCLA); Elaborazione delle immagini: Alyssa Pagan (STScI)

 

La cometa C/2014 UN271 (Bernardinelli-Bernstein) è più grande e più scura di quanto si pensasse

BB è infatti ancora troppo lontana perché il suo nucleo possa essere osservato direttamente da Hubble. Hui ed il suo team hanno quindi realizzato un modello al computer adattandolo alle immagini di Hubble con cui sono stati in grado di sottrarre il bagliore della chioma e della coda lasciando soltanto il nucleo simile a una stella.

Combinando il set di dati Hubble con le osservazioni radio effettuate dall’Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array (ALMA) in Cile, il team è stato in grado di assegnare limiti superiore e inferiore alle dimensioni di C/2014 UN271.

Inoltre il team ha anche scoperto che la cometa è meno riflettente di quanto si pensasse inizialmente. Come spiega David Jewitt, professore di scienze planetarie e astronomia all’UCLA e coautore dello studio che ha perfezionato le misurazioni della cometa, il suo nucleo “è grande ed è più nero del carbone.”