buco nero canto
Ph. Credit: NASA / Chandra X-Ray, screenshot video YouTube

Nel 2003, un team di astronomi dell’Osservatorio Chandra, ha scoperto che le onde di pressione emesse da un buco nero potevano essere trasformate in note. Da allora dunque hanno iniziato a trasformare i dati del buco nero al centro dell’ammasso galattico di Perseo, in suoni, permettendoci così di ascoltare la voce di un buco nero.

I ricercatori hanno infatti scoperto che le onde di pressione causavano increspature nel gas caldo dell’ammasso galattico potevano diventare una nota molto particolare, una che gli esseri umani non possono sentire e che è a circa 57 ottave sotto il Do. Da allora sono state create molte sonficazioni delle emissioni del buco nero di Perseo.

Ora con una nuova sonificazione, i ricercatori sono riusciti ad aggiungere più note a questo canto del buco nero. Questa sonificazione è infatti diversa da quelle create fino ad ora, poiché rivisita le effettive onde sonore scoperte nei dati dell’Osservatorio a raggi X Chandra della NASA.

 

I suoni ed i rumori nello spazio

Nell’immaginario comune, lo spazio è un luogo silenzioso, dove non vi sono suoni né voci. Questa idea è dovuta al fatto che la maggior parte dello spazio è un vuoto, che non fornisce alcun mezzo per la propagazione delle onde sonore. Se ci trovassimo effettivamente nello spazio non sentiremmo certo la stessa quantità di suoni che ascoltiamo sulla Terra. Ma questo non vuol dire che non ci siano suoni nello spazio.

Un ammasso di galassie come quello di Perseo infatti, ha abbondanti quantità di gas che avvolgono le galassie al suo interno, e che consentono alle onde sonore di propagarsi. In questa nuova sonificazione del buco nero di Perseo, le onde sonore precedentemente identificate dagli astronomi sono state finalmente estratte e rese udibili.

Le onde sonore sono state estratte in direzioni radiali, dal centro verso l’esterno ed i segnali ottenuti sono stati nuovamente sintetizzati nella gamma dell’udito umano, alzandoli di tonalità fino a 57 e 58 ottave sopra la loro vera altezza. I suoni che ascoltiamo dunque, sono in realtà 144 quadrilioni e 288 quadrilioni di volte superiori alla loro frequenza originale.

 

I dati dei raggi X trasformati nel canto di un buco nero

Ecco dunque il video della NASA che ci permette di ascoltare il suono di un buco nero, registrato grazie alle osservazioni ai raggi X dell’osservatorio Chandra della NASA. L’immagine del video invece ci mostra visivamente i dati che hanno dato origine al suono. Sia il blu che il viola mostrano infatti i dati dei raggi X acquisiti da Chandra.

Queste sonificazioni sono state guidate dal Chandra X-ray Center (CXC) con il progetto Universe of Sound che fa parte del programma Universe of Learning (UoL) della NASA. La collaborazione è stata guidata dallo scienziato della visualizzazione Kimberly Arcand (CXC), dall’astrofisico Matt Russo e dal musicista Andrew Santaguida (entrambi del progetto SYSTEMS Sound).

Ph. Credit: NASA / Chandra X-Ray, screenshot video YouTube