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Se in alcuni paesi la cannabis risulta completamente illegale, in altri non lo è più. Nel nostro paese ci troviamo in una sorta di via di mezzo dove si può usare a livello medico mentre come uso ricreativo si può usare quella privata di quasi tutto il THC, il principio attivo. Nel frattempo però, alcuni ricercatori hanno progettato una variante della pianta con una dose ancora più elevata del suddetto elemento. Tutto questo a scopo medico.

Ancora più nello specifico, all’Università Ebraica di Gerusalemme i ricercatori sono riusciti ad aumentare la presenza del tetraidrocannibinolo del 17%, del cannabigerolo del 25% e dei terpeni del 20/30%; quest’ultimi sono quelli legati agli effetti euforici della cannabis. Per arrivare a tale scopo hanno usato un vettore virale che in precedenza era stato reso neutrale in quanto infettava la pianta.

 

Cannabis con ancora più cannabis

Le parole dei ricercatori: “Questo rappresenta un uso innovativo di questi strumenti, che sono stati costruiti utilizzando strumenti di biologia sintetica. Successivamente, abbiamo sviluppato una tecnologia innovativa basata sull’infezione con un virus ingegnerizzato per facilitare reazioni chimiche che aumentano le quantità di sostanze desiderate. In collaborazione con Mariana Bioscience Ltd., abbiamo esaminato le piante infette e riscontrato che i livelli delle sostanze in questione era davvero risorto. I risultati di questi studi saranno preziosi sia per l’industria, per aumentare la resa di sostanze attive, sia per i ricercatori medici, per coltivare e sviluppare nuovi ceppi per i consumatori di cannabis medica.”

La cannabis ha dimostrato come può risultare utile in molte terapie, soprattutto quelle contro il dolore. Ovviamente come ogni costa, il uso incontrollato può portare a problemi, ma questo per molti non giustifica all’attuale stigmatizzazione della sostanza.