Photo by Sonika Agarwal on Unsplash

In Austria un team di ricercatori è riuscito ad utilizzare piccole quantità di platino liquido a basse temperature, utilizzandolo come catalizzatore a freddo in reazioni chimiche che potrebbero rivoluzionare la chimica industriale. I ricercatori sono stati in grado di utilizzare tracce di platino liquido per creare reazioni chimiche a basso costo e altamente efficienti a basse temperature. Queste nuove tecnologie potrebbero portare a riduzioni drastiche delle emissioni inquinanti.

Il platino infatti, se combinato con il gallio liquido, può essere utilizzato in quantità abbastanza piccole da estendere in modo significativo le riserve terrestri di questo prezioso metallo, permettendo allo stesso tempo una riduzione delle emissioni di CO2. Questo tipo di reazioni possono essere utilizzate per la sintesi di ammoniaca nella produzione di fertilizzanti e la creazione di celle a combustibile verdi e può avere molte altre possibili applicazioni nelle industrie chimiche.

 

Platino liquido: catalizzatore a costi contenuti

I ricercatori erano al corrente del potenziale di catalisi di questo prezioso metallo, ma fino ad ora era stato scarsamente utilizzato su scala industriale a causa del suo costo elevato e del suo alto dispendio energetico. Sino ad ora infatti nei sistemi che utilizzano il platino come catalizzatore, ne era necessaria una quantità notevole.

Ora invece, grazie a questa nuova circa, condotta dagli scienziati dell’UNSW Sydney e della RMIT University, assieme ad alcuni membri dell’ARC Center of Excellence in Exciton Science e dell’ARC Center of Excellence in Future Low Energy Technologies, sarà possibile utilizzare piccole quantità di platino e senza elevati costi energetici.

Per riuscirci il team di scienziati ha combinato il platino, che ha un punto di fusione di 1.768 °C, con del gallio liquido, che ha un punto di fusione di soli 29,8°C. Se combinato con il gallio, il platino diventa solubile, permettendo di avere quindi del platino liquido senza dover ricorrere ad una fornace industriale in grado di superare i 1700°C.

Temperature relativamente elevate sono necessarie solo all’inizio del processo, per far si che il platino si sciolga nel gallio e creare il sistema di catalisi. Ma in questa fase sono necessarie comunque temperature di circa 300°C, per massimo una o due ore. Dunque non si tratta di nulla di particolare nell’ambito dei processi chimici industriali.

Questo tipo di processo consente di poter utilizzare quantità molto inferiori di platino rispetto ai sistemi tradizionali ed essendo inoltre un sistema a base di liquidi è anche più affidabile. Il meccanismo è anche abbastanza versatile da permettere di eseguire reazioni sia di ossidazione che di riduzione.

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