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Negli ecosistemi ci sono molti gli equilibri che vanno rispettati per la salvaguardia di tutte le specie che ci vivono. Uno di questi equilibri è quello tra gli insetti e le piante, ma sembra esserci un cambiamento in atto. Rispetto ai precedenti 70 milioni di anni, quest’ultimi stanno mangiando più di quello che aiutano a creare tramite l’impollinazione. Una situazione particolare anche visto il declino della popolazione globale.

Gli effetti dello spostamento di questi equilibri è dovuto ovviamente al cambiamento climatico. L’aumento delle temperature ha portato le piante a crescere più velocemente allungando anche la stagione dell’impollinazione. Questo ha portato gli insetti a reagire a tutto questo adattandosi verso una maggiore richiesta di cibo, questo appunto anche nonostante il declino. I fossili di milioni di anni hanno mostrato danni molto più bassi rispetto ad ora.

 

Insetti e il cambiamento degli habitat

I cambiamenti in atto sono diversi. Il calo degli insetti dovuti al clima, ma anche all’agricoltura e all’uso dei pesticidi ha portato le piante a cercare di attirare a sé più esemplari di prima. Questo con un effetto collaterale ovvero un danno maggiore rispetto ai benefici raggiunti grazie all’impollinazione. I risultati futuri? Ancora non si conoscono, ma si possono fare solo supposizioni su vari scenari.

Le parole dei ricercatori: “Proponiamo che le tendenze al riscaldamento relativamente rapido alla nostra era possano essere responsabili delle sue frequenze erbivore più elevate, in modo tale che il riscaldamento rapido avvantaggia gli insetti nella corsa agli armamenti contro la loro fonte di cibo: le piante. Questa ricerca suggerisce anche che la forza dell’influenza umana sulle interazioni pianta-insetto non è controllata dal solo cambiamento climatico, ma, piuttosto, dal modo in cui gli esseri umani interagiscono con il paesaggio terrestre.”