Il 28 novembre 2022, giorno 13 della missione Artemis I, Orion ha raggiunto la sua massima distanza dalla Terra, arrivando a trovarsi a 432210 chilometri dal nostro pianeta. Orion si è dunque spinta più lontano di qualsiasi altro veicolo spaziale costruito per gli umani. Ph. Credit: NASA – Artemis I

Proprio ieri la navicella Orion della NASA ha raggiunto un’altra pietra miliare nella missione Artemis I, la prima di una serie dei missioni della NASA che riporteranno l’uomo sulla Luna. La navicella spaziale ha infatti raggiunto il punto più distante dalla Terra mai raggiunto da un veicolo spaziale progettato per il trasporto di passeggeri.

 

Il successo dei test di domenica per la missione Artemis I

Ma prima di questo nuovo record della missione Artemis I, nel giorno 12 della missione, i team di controllo hanno eseguito numerosi test sulla navicella Orion, testando diversi strumenti fondamentali mentre il veicolo spaziale continua a viaggiare lungo una lontana orbita retrograda della Luna.

Gli ingegneri della NASA hanno eseguito dei test sugli star tracker della navicella Orion, cercando di caratterizzare l’allineamento tra gli star tracker e le unità di misurazione inerziale di Orion. Entrambi i sistemi sono parte del sistema di guida, navigazione e controllo, che permettono di esporre diverse aree della navicella al Sole e attivando gli star tracker in diversi stati termici.

Gli star tracker sono strumenti di navigazione che misurano le posizioni delle stelle per aiutare il veicolo spaziale a determinare il suo orientamento. Insieme, i dati del tracker stellare e dell’unità di misura inerziale vengono utilizzati dai computer di gestione del veicolo di Orion per calcolare la posizione, la velocità e l’assetto del veicolo spaziale. Le misurazioni aiuteranno gli ingegneri a capire in che modo gli stati termici influenzano l’accuratezza dello stato di navigazione, che alla fine influisce sulla quantità di propellente necessaria per le manovre del veicolo spaziale.

Gli ingegneri hanno anche eseguito dei test per esercitare i getti del sistema di controllo della reazione in una configurazione diversa per modellare il modo in cui i propulsori verranno utilizzati per la missione Artemis II con equipaggio.

I team di terra hanno anche testato il payload Callisto, un sistema tecnologico sviluppato da Lockheed Martin in collaborazione con Amazon e Cisco. Callisto si trova nella cabina di Orion e testerà la tecnologia vocale e video nell’ambiente dello spazio profondo.

 

Orion mette il record: lontana dalla Terra più di tutti gli altri veicoli per il trasporto umano

I test della giornata di domenica hanno dunque preceduto con successo il record di Orion. Dopo aver battuto l’Apollo 13 nei giorni scorsi, la navicella Orion ha infatti stabilito il record assoluto di distanza dalla Terra, raggiungendo una distanza di 432210 chilometri dalla Terra, poco dopo le 15:00 CST del 28 novembre, 22:00 ora italiana.

Nel giorno del raggiungimento della massima distanza, il veicolo spaziale della missione Artemis I, ha anche catturato immagini della Terra e della Luna insieme, inclusa la Luna che sembra eclissare la Terra.

Orion ha dunque raggiunto diversi obiettivi nella giornata del 28 novembre. Oltre il record di distanza infatti, la missione ha raggiunto il 13° giorno di volo. Siamo dunque a metà della missione Artemis I, la cui durata totale sarà di 25,5 giorni. Il veicolo spaziale rimane in buone condizioni mentre continua il suo viaggio nella lontana orbita retrograda, una tappa di circa sei giorni della sua missione più ampia a migliaia di chilometri oltre la Luna.

Il team Exploration Ground Systems della NASA e la Marina degli Stati Uniti nel frattempo stanno iniziando le operazioni iniziali per il recupero di Orion dopo l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico, previsto per l’11 dicembre. Martedì ci sarà un primo addestramento in mare prima degli ultimi preparativi per l’ammaraggio.

Ph. Credit: NASA – Artemis I