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I risultati di un recente studio mostrano come un semplice meccanismo cellulare aiuti a migliorare la forma fisica attraverso l’esercizio fisico e agendo quasi come un meccanismo antietà che aiuta a ritardare il declino che si verifica con il naturale invecchiamento.

 

L’esercizio fisico ritarda l’invecchiamento

Sino ad ora i meccanismi cellulari alla base della relazione tra esercizio fisico, fitness e invecchiamento sono sempre stati poco conosciuti. Ma questa nuova ricerca fa luce su alcuni aspetti di questa relazione.

Nel loro articolo i ricercatori del Joslin Diabetes Center mostrano infatti il ruolo di un meccanismo cellulare che, attraverso l’esercizio fisico, porta ad un miglioramento della forma fisica e ritarda il declino dovuto all’invecchiamento nell’organismo modello utilizzato nelle loro ricerche.

Come afferma T. Keith Blackwell, MD, PhD, ricercatore senior, capo sezione dell’Islet Cell and Regenerative Biology del Joslin, professore di genetica presso la Harvard Medical School e autore dello studio, “l’esercizio fisico è stato ampiamente utilizzato per migliorare la qualità della vita e per proteggere dalle malattie degenerative, e negli esseri umani, un regime di esercizio a lungo termine riduce la mortalità generale.”

 

Il segreto è nell’attività dei mitocondri

Secondo lo studio, dietro la reattività all’esercizio e al mantenimento della funzione muscolare durante l’invecchiamento, vi sarebbe un semplice meccanismo cellulare, ovvero il ciclo di frammentazione e riparazione dei mitocondri, quegli organelli presenti all’interno di ogni cellula che sono responsabili della produzione di energia.

La funzione mitocondriale è fondamentale per la salute. L’interruzione delle dinamiche mitocondriali è stata infatti collegata allo sviluppo e alla progressione di malattie croniche legate all’età, come le malattie cardiache ed il diabete di tipo 2.

Blackwell ed i suoi colleghi, hanno studiato il ruolo delle dinamiche mitocondriali durante l’esercizio nell’organismo modello C. elegans, un verme microscopico semplice e ben studiato. Questo organismo è frequentemente utilizzato nella ricerca sul metabolismo e sull’invecchiamento.

Durante le loro ricerche, gli scienziati hanno sottoposto i vermi a delle simil sessioni di allenamento, permettendo loro di nuotare per un’ora al giorno per 10 giorni consecutivi, a partire dall’inizio dell’età adulta. Il team ha scoperto che, come nelle persone, il programma di allenamento a lungo termine ha migliorato significativamente la forma fisica degli animali di mezza età e ha mitigato il deterioramento delle dinamiche mitocondriali tipicamente osservato durante l’invecchiamento.

Come spiega Blackwell, “un obiettivo importante nel campo dell’invecchiamento è identificare interventi che non solo allunghino la durata della vita, ma migliorino anche la salute e la qualità della vita. Negli esseri umani che invecchiano, il declino della funzione muscolare e della tolleranza all’esercizio è una delle principali preoccupazioni che porta a una sostanziale morbilità.”

“I nostri dati indicano punti di intervento potenzialmente fruttuosi per prevenire questo declino, molto probabilmente insieme ad altri aspetti dell’invecchiamento. Sarà di grande interesse determinare in che modo la plasticità della rete mitocondriale influenza la forma fisica insieme alla longevità e alle malattie associate all’invecchiamento negli esseri umani”.

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