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Il cambiamento climatico è un argomento molto più complesso del semplice aumento delle temperature. Gli effetti sul nostro pianeta sono molteplici e non si conoscono neanche tutti. Per esempio, una nuova ricerca ha scoperto qualcosa di particolare legato all’aumento delle tempeste, alla sabbia dei deserti e sul reale impatto del fenomeno sopracitato.

Per cominciare, da circa la metà del 1800 in avanti, nel mondo i venti sono diventati sempre più impetuosi. Questo aumento delle tempeste d’aria ha portato un maggiore spostamento della sabbia dei deserti, soprattutto quelli del continente africano. Il risultato è che nell’aria finiscono molte più particelle di prima e si parla di un aumento di circa il 55%. Tale aumento di concentrazione ha avuto in realtà un effetto positivo sul pianeta, ma da un lato getta nuova luce sul cambiamento climatico.

 

Cambiamento climatico, sabbia e temperature

Apparentemente tutta questa polvere minerale nell’aria ha portato a nascondere fino all’8% del riscaldamento globale. Trovandosi nell’aria, impedisco alle nuvole di formarsi con più facilità e questo impedisce all’aria calda di rimanere intrappolata al di sotto. Il risultato è che le temperature sono rimaste più basse, di poco, ma con successo. Una notizia ovviamente positiva di per sé, ma indica ancora una volta l’effetto che l’uomo ha avuto sul cambiamento climatico.

“Mostriamo che la polvere del deserto è aumentata e molto probabilmente ha leggermente contrastato il riscaldamento dell’effetto serra, che manca negli attuali modelli climatici. L’aumento della polvere non ha causato molto raffreddamento, ma i nostri risultati implicano che i gas serra da soli potrebbero causare un riscaldamento climatico ancora maggiore di quanto previsto dai modelli attualmente. Aggiungendo l’aumento della polvere del deserto, che rappresenta oltre la metà della massa di particolato dell’atmosfera, possiamo aumentare l’accuratezza delle previsioni dei modelli climatici. Questo è di enorme importanza perché previsioni migliori possono informare decisioni migliori su come mitigare o adattarsi al cambiamento climatico”.