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Quando si parla di morbo di Alzheimer, ogni nuova scoperta è importante, sia perché di fatto non esiste una cura universale, sia perché ci sono ancora tutti punti oscuri. Proprio per il fatto che non c’è un trattamento valido, ne vengono usati diversi che però tendendo a diventare meno efficaci nel tempo e quindi ne servono altri ancora. Una nuova scoperta sulla patologia potrebbe portare di fatto a una nuova via di procedere.
L’autopsia a dei cervelli di persone che hanno sofferto del morbo di Alzheimer hanno evidenziato come ci siano delle cellule del sistema immunitario nel cervello che si comportano in modo strano rispetto a quelle di persone sane. Queste cellule si troverebbero in un costante stato pre-infiammatorio che le rende più suscettibili ad ogni cosa.
Gli stati di infiammazione nel cervello sono stati già presi in considerazione per il morbo di Alzheimer, ma farmaci specifici per questa condizione non hanno mai portato a risultati. Concentrarsi sulle microglia però potrebbe permettere di andare direttamente a colpire uno stato pre-infiammatorio diverso.
Le parole dei ricercatori: “A questo punto, non possiamo dire se le microglia stiano causando la patologia o se la patologia stia facendo sì che queste microglia alterino il loro comportamento. Ora che abbiamo determinato i profili genetici di queste microglia, possiamo provare a scoprire esattamente cosa stanno facendo e, si spera, identificare modi per cambiare i loro comportamenti che potrebbero contribuire alla malattia di Alzheimer. Se riusciamo a determinare cosa stanno facendo, potremmo essere in grado di cambiare il loro comportamento con trattamenti che potrebbero prevenire o rallentare questa malattia.”
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