Foto di Farhad Ibrahimzade su Unsplash
L’alimentazione è una parte fondamentale della nostra esistenza. Mangiare bene aiuta a tenere il nostro corpo, ma viene difficile pensare che alcune diete, rispetto ad altre, possano aiutare contro malattie come il morbo di Alzheimer. Secondo un nuovo studio però, di fatto una dieta come il digiuno intermittente può di fatto aiutare a rallentare il decorso di questa malattia ancora così misteriosa.
Lo studio, che suona complicato, si è basato sull’idea di “riconfigurare gli orologi circadiani degli animali in un modello murino di Alzheimer, attraverso un programma del digiuno intermittente”. Questa strada è stata presa in quanto il morbo di Alzheimer, con i suoi sintomi, va a interferire con il naturale processi biologici che avvengono nel cervello, ma anche nel resto del corpo. Soprattutto va a interferire proprio il ciclo sonno/veglia che porta a una velocizzazione del deterioramento cognitivo.
Le parole dei ricercatori della UC San Diego: “Per molti anni, abbiamo ipotizzato che le interruzioni circadiane osservate nelle persone con Alzheimer fossero il risultato della neurodegenerazione, ma ora stiamo imparando che potrebbe essere il contrario: l’interruzione circadiana potrebbe essere uno dei principali fattori determinanti della patologia dell’Alzheimer. Ciò rende le interruzioni circadiane un obiettivo promettente per i nuovi trattamenti dell’Alzheimer, e i nostri risultati forniscono la prova di concetto di un modo semplice e accessibile per correggere queste interruzioni”.
L’esperimento fatto per ora solo con i topi ha mostrato come di fatto lasciare solo una finestra specifica di tempo in cui mangiare a questi animali ha portato a un cambiamento quantificabile a livello molecolare. Molti geni che si sa essere legati al morbo di Alzheimer e all’infiammazione del cervello venivano espressi in modo diverso. Ora bisogna capire se anche nell’uomo può succedere la stessa cosa.
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