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Cambiamento climatico e industria del carbone: una verità ignorata cinquant’anni fa

Che il consumo di certe sostanze stiano amplificando il cambiamento climatico non è ovviamente una novità. Petrolio, metano, carbone, tutti materiali su cui l’uomo ha basato la propria prosperità da decine di anni, un paio di secoli per quanto riguarda l’ultimo. Apparentemente, solo negli ultimi anni gli scienziati si sono accorti che questo stile vita stava uccidendo la terra. Invece no. Alcuni documenti del passato hanno evidenziato che già si sapeva qualcosa.

Tra i rapporti più conosciuti ci sono quelli del gigante petrolifero Exxon il quale ha tenuto nascosto le conseguenze del petrolio sul cambiamento climatico. Informazioni tenute nascoste per anni. Un nuovo diario scoperto che riguarda l’industria carboniera ha evidenziato che questa consapevolezza è stata in realtà raggiunta molto prima, nel 1966.

 

Carbone e cambiamento climatico

Un articolo pubblicato nel 1966 da James Garvey parla propria dell’emissioni di anidride carbonica durante le attività legate a tale industria. Ecco alcuni stralci: “Ci sono prove che la quantità di anidride carbonica nell’atmosfera terrestre sta aumentando rapidamente a causa della combustione di combustibili fossili. Se il futuro tasso di aumento continua così com’è attualmente, è stato previsto che, poiché l’inviluppo di CO2 riduce le radiazioni, la temperatura dell’atmosfera terrestre aumenterà e che comporteranno grandi cambiamenti nei climi della Terra. Tali sbalzi di temperatura causeranno lo scioglimento delle calotte polari, il che a sua volta comporterebbe l’inondazione di molte città costiere tra cui New York e Londra“.

Questo è invece qualcosa di ancora più vecchio, una parte di una lettera scritta da alcuni ricercatori statunitensi nel 1965: “L’uomo sta conducendo inconsapevolmente un vasto esperimento geofisico. Nel giro di poche generazioni sta bruciando i combustibili fossili che lentamente si sono accumulati nella terra negli ultimi 500 milioni di anni. I cambiamenti climatici che possono essere prodotti dall’aumento del contenuto di CO2 potrebbero essere deleteri dal punto di vista degli esseri umani“.

Giacomo Ampollini

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