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La NASA analizzerà i campioni di roccia lunare raccolti 50 anni fa

Dal 1969 al 1972, gli astronauti delle missioni Apollo hanno riportato sulla Terra 382 chilogrammi di campioni lunari. Alcune di queste rocce sono state confezionate sottovuoto nel momento in cui si trovavano nell’atmosfera lunare e non sono mai venuti in contatto con quella terrestre. Ma 50 anni dopo la NASA ha concesso a dei team la possibilità di aprire i campioni raccolti.

Per le analisi l’agenzia spaziale sta utilizzando un caveau chiuso situato nel Johnson Space Center di Houston dove i team analizzeranno le rocce utilizzando le tecnologie più recenti. Ryan Zeigler, responsabile dei campioni lunari, ha affermato: “A causa dei miglioramenti tecnologici negli ultimi 50 anni, l’agenzia spaziale è stata intelligente nell’attesa di analizzare i campioni lunari“. Ora possiamo fare di più con un milligrammo di quanto potremmo fare con un grammo di allora“.

 

I campioni lunari

All’interno dell’inventario lunare delle missioni Apollo ci sono più di 100.000 campioni. La missione Apollo 11 però, sembra aver portato sulla Terra solo una piccola parte di essi. Aldrin e Armstrong ne hanno raccolti solo 48. In quell’occasione la NASA voleva cercare di ridurre al minimo i danni per i due astronauti, dato che erano i primi a mettere piede sulla superficie lunare.

Per lo studio dei campioni lunari, i team riceveranno 8 milioni di dollari ed ogni squadra ne riceverà una quantità di peso e dimensioni variabili. Thomas Zurbuchen, Amministratore associato per le missioni scientifiche della NASA, ha affemato: “Studiando questi preziosi campioni lunari per la prima volta, una nuova generazione di scienziati contribuirà a far progredire la nostra comprensione del nostro vicino lunare e prepareremo per la prossima era di esplorazione della Luna e oltre. Inoltre il ritorno dei campioni dallo spazio esterno è molto efficace nell’apprendere l’intero sistema solare”.

Elena Camaione

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